Non vi sognereste mai di poter controllare il vostro appetito o il vostro bisogno di andare in bagno. Tra l’altro sapete che è impossibile. Lo stesso accade col desiderio sessuale. Il problema è che molte persone cercano di controllare, di pilotare questo accadimento spontaneo, guidate da un’imposizione (o un’autoimposizione). Nel desiderio non esiste un giusto e uno sbagliato e non si può scegliere per chi, quando e come provarlo. Anche se può essere diverso dall’azione (per esempio non si può tradire un partner solo per questo) il desiderio è sempre legittimo.
Alcune persone reprimono il desiderio per non cambiare idea su se stesse. È abbastanza comune che soggetti che si definiscono eterosessuali provino almeno una volta nella vita un’attrazione per persone dello stesso sesso. Ma possono inibirsi, anche senza rendersene conto appieno, per cercare di sviare la sensazione e mantenere l’immagine di sé che si sono costruite. A volte subentra un giudizio, il pensiero che questo sia sbagliato, mentre invece è naturale. Tutti siamo un po’ “fluidi”, senza che questo intacchi la nostra identità.
Anche provare desiderio per un amico o amica non è sbagliato. Accade a molte persone di desiderare chi conoscono bene, soprattutto quando c’è un forte legame emotivo. Si dice spesso che l’amicizia è “un amore senza coinvolgimento sessuale” ma questa regola non è sempre vera e può capitare, almeno per un po’, di avere qualche tensione erotica per una persona così vicina. Ricordiamo, anche qui, che il desiderio è diverso dall’amore, diverso dall’infatuazione. È semplicemente desiderio. E può capitare a tutti, in qualsiasi momento, senza essere un problema.
La questione del desiderio, in quanto spontanea, non dovrebbe essere messa in discussione. Ma alcune persone si sforzano di provare qualcosa, basandosi sul pensiero più che sull’istinto. “Questa persona è tanto gentile con me”, “Sarebbe il partner ideale”, “è oggettivamente bello/a”, “è ambito/a”, “Può darmi qualcosa di concreto che desidero più di lui/lei”… ci sono volte in cui magari si hanno dei rapporti intimi che non si vogliono sul serio, e gli effetti si vedono. Questo è un peccato perché ci si allontana da se stessi, e se accade spesso si finisce per non conoscere più il proprio desiderio, abbandonando l’istinto e chiudendosi nella trappola del dovere.
Ci sono però occasioni in cui il desiderio non deve essere pilotato (questo mai!) ma può essere coltivato. Un classico è smettere di provare attrazione per il partner. Questo problema è spesso fonte di rotture e tradimenti, che possono essere devastanti emotivamente e a volte fonte di sensi di colpa. La fine del desiderio per un partner può essere una legittima fonte di allontanamento, ma allo stesso tempo si dovrebbe provare il possibile prima di gettare la spugna. I sessuologi consigliano di abbandonare la routine, di provare nuove posizioni o di lasciar correre la fantasia, sperimentando situazioni nuove che possano riaccendere il desiderio.
Bisogna poi conoscere i problemi che possono spegnere il desiderio. Il più comune è lo stress. Anche se avere un brutto periodo al lavoro, problemi economici o scontri con i figli non sembra direttamente collegato al desiderio, in realtà ha molto a che fare con esso. Se la mente è impegnata con altro, è stanca, è prossima al burnout condividere l’intimità con il marito/moglie o cercare un partner non è la priorità.
In rari casi le persone possono sviluppare addirittura disturbi del desiderio. Il principale è il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo, che magari non porta a rifiutare i rapporti intimi ma spegne la voglia. Un altro disagio è dato dal disturbo da avversione sessuale, una vera e propria fobia che porta al rifiuto totale. Quando si sono subiti dei traumi o si ha avuto un’educazione troppo restrittiva il desiderio si blocca del tutto e non si prova più. Entrambi questi problemi sono di origine psicologica e vanno trattati con un sessuologo per tornare a stare meglio.
Il mantra per far rinascere, coltivare e riconoscere il desiderio è prendersi cura di sé, ascoltarsi e amarsi nel profondo. Smettere di giudicare le proprie fantasie e riconoscere che il desiderio non deve per forza corrispondere all’azione è il primo passo per vivere questo avvenimento istintivo nel migliore dei modi.
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