Secondo lo psichiatra Marian Rojas Estapé la nostra corteccia prefrontale funziona proprio come la batteria di un telefono: all’inizio della giornata è al massimo ma poi, con le varie sollecitazioni dell’ambiente o con lo stress individuale, si scarica, fino a raggiungere il fatidico punto in cui ci si sente estremamente stanchi e vulnerabili. Quando la nostra ideale batteria scende sotto al 20% di “ricarica” è normale diventare irritabili, impulsivi e impazienti.
Di qui l’importanza di conoscere la nostra batteria mentale, capire cosa la esaurisce e cosa la riattiva. Non è scontato, infatti, che tutte le persone abbiano lo stesso ritmo di “caricamento” e “scaricamento”! Si è visto che le Persone Altamente Sensibili e quelle che soffrono di dolore cronico, ad esempio, hanno delle batterie che si scaricano più in fretta e quindi hanno bisogno di dedicarsi maggiormente al riposo e ad attività riattivanti. Tutti, di fatto, dovremmo prendere coscienza ed evitare di arrivare sempre al limite, pena la nostra salute e l’equilibrio dell’ambiente che creiamo intorno a noi.
Le attività riattivanti sono diverse per tutti. C’è chi, dopo una lunga giornata, ha bisogno di sedersi al tavolo e mettersi a disegnare, c’è chi invece si sente meglio dopo aver praticato uno sport o essere uscito con il cane. Ci sono comunque alcune attività che, secondo Estapé, vanno prese in considerazione se si desidera ricaricare efficacemente la propria batteria mentale. Eccole:
Questo in apparenza è il consiglio più scontato, visto che biologicamente si dorme proprio per ricaricarsi. Non c’è nulla di meglio di un buon sonno per rinvigorire il corpo e la mente, e non a caso chi soffre di insonnia ha delle batterie mentali molto più scariche della media. Il punto, forse, è darsi il permesso di mettersi a dormire. Per alcune persone il cosiddetto pisolino pomeridiano potrebbe essere una salvezza, e non una perdita di tempo come si potrebbe pensare.
L’esercizio fisico è un altro pilastro, secondo Estapé. Non solo tiene il corpo in salute e garantisce un buon inizio di giornata per chi lo pratica al mattino, ma soprattutto aiuta ad arrivare stanchi la sera e a dormire meglio. E, come abbiamo detto prima, il sonno è il principale mezzo che il nostro corpo usa per ricaricarsi.
Molti studi dimostrano il potenziale rigenerante della natura, la cui vicinanza aiuta le persone a ricaricarsi psicologicamente. Molti psichiatri, per dirne una, consigliano ai pazienti depressi di fare lunghe passeggiate nei boschi perché il contatto con la natura è, in qualunque stagione, un vero balsamo per l’anima. Quindi l’idea di andare in montagna, al mare, al lago o anche solo al parco per riconnettersi con se stessi non è un’invenzione new age ma un modo efficace di autoregolarsi.
Quelle che Estapé chiama “persone vitaminiche” sono le persone che, come le vitamine, aiutano a renderci più forti e sani. Sono essenzialmente quegli amici, quei parenti e quegli amori che non ci fanno sentire giudicati se ci sentiamo stanchi, ma ci aiutano al contrario a superare i nostri problemi, a rilassarci e a divertirci senza pensieri. Stare in loro compagnia significa ricaricare le batterie mentali, raggiungendo una profonda sensazione di benessere.
La lettura offre un piacevole momento di stacco dal mondo. Non è utile solo per ampliare il proprio vocabolario ma, appunto, aiuta anche a ricaricare le batterie mentali nel momento in cui mette in pausa tutto il resto e lascia spazio solo al silenzio e al frusciare delle pagine.
Queste sono le attività che Estapé suggerisce a chi vuole sentirsi meglio dopo una giornata stressante. Voi avete modi diversi di ricaricare le vostre batterie mentali? Raccontatecelo nei commenti.
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