I siti di incontri sono una manna dal cielo, lo abbiamo sempre detto. In un mondo in cui le persone sono sempre più isolate, senza un aiuto dalla tecnologia ormai le conoscenze sarebbero quasi impossibili. Chattare online dovrebbe permettere di connettersi con single della propria città (o anche di località vicine), coscienti che si è in due a cercare la stessa cosa. Purtroppo però bisogna riconoscere che l’aspettativa non sempre viene ripagata. La cultura del “dating” non presenta solo tendenze positive.
Infatti da qualche tempo si parla di “dating fatigue” o anche di “burnout da dating”. Si tratta di una condizione in cui le persone si possono trovare dopo aver provato diversi appuntamenti o diverse chat senza mai rimanere soddisfatte. Non a caso abbiamo utilizzato il termine burnout: la ricerca di appuntamenti potrebbe trasformarsi in una sorta di lavoro e diventare stressante, e la delusione dopo ogni incontro andato male potrebbe prendere il sopravvento. Si finisce per rimanere single, per perdere la fiducia nelle relazioni, e ci si chiede continuamente cosa si è fatto di sbagliato.
Di sbagliato in realtà non c’è niente, se non una tendenza diffusa a prendere le chat di incontri come luoghi in cui la responsabilità non ha spazio. Non a caso le generazioni più giovani, come la generazione Z, stanno iniziando ad approcciarsi ai siti di incontri in un modo nuovo, chiedendo sostanzialmente più serietà. Per cambiare il mondo del “dating” e renderlo un mondo sempre più genuino possiamo partire da noi stessi, attuando un approccio alla chat più sincero e maturo. Ecco alcuni consigli:
A volte ci si lascia prendere dalla smania di cercare appuntamenti e non ci si ferma a chiedersi che cosa si vuole davvero. Per evitare la frustrazione è bene selezionare di più i contatti a monte. Potreste considerare di inserire nel vostro annuncio quali sono i vostri valori non negoziabili, quali le vostre aspettative, quali le cose che vi suscitano entusiasmo. Meno contatti ma buoni, questa è la via.
Ci sono incontri che vanno decisamente male e altri che sono un “ni”. Questi ultimi sono troppo sottovalutati. La cultura del “dating” spinge a cercare il partner perfetto collezionando più appuntamenti possibile, senza darsi del tempo per conoscere meglio le persone. Ecco perché sosteniamo che il secondo appuntamento sia molto più importante del primo. Perché non dare ai potenziali partner una seconda possibilità, perché non provare a conoscerli meglio? È possibile che concedere una seconda occasione aiuti a dissipare i dubbi e aumenti la confidenza. Alcune persone non si aprono subito, ma danno il loro meglio nel tempo.
L’attuale cultura del “dating” mette l’accento sulle cosiddette “red flag”, ovvero atteggiamenti che indicano una persona potenzialmente tossica. Tutto bene, se non fosse che spesso queste “red flag” sono immaginarie e originate da supposizioni figlie della sfiducia. “Se non mi guarda negli occhi è perché…”, “Se non mi racconta di sé è perché…”. Il segreto è adottare meno schemi e fare più domande, cercando di capire i motivi che spingono una persona a comportarsi in un modo apparentemente bizzarro. In una buona quantità di casi si tratta solo di timidezza.
Qualcuno si iscrive sui siti di incontri per cercare relazioni serie e qualcuno no. È bene fare in modo che i due mondi non si confondano tra loro. Dichiarare apertamente ciò che si cerca aiuta a fare una scrematura, riducendo la possibilità di incappare in appuntamenti frustranti. Attenzione: cercate di essere davvero sinceri.
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