Nel mondo di oggi la differenza di età nelle coppie è un tema ampiamente sdoganato. Più o meno. Potremmo dire che, in molti casi, la differenza di età non genera più sospetto e quello che un tempo era un tabù è guardato con sempre più favore. Eppure, secondo le ricerche scientifiche, l’approvazione sociale è limitata alle coppie che hanno una differenza di età di 10-15 anni.
Chi ama una persona di vent’anni più vecchia o più giovane è ancora oggetto di commenti discriminatori. Nella società occidentale, solo l’8% delle coppie è composto da persone che hanno una differenza di età di più di 15 anni e solo nell’1% dei casi la donna è molto più grande dell’uomo.
In generale, comunque, si sente dire sempre più spesso che “l’età è solo un numero”. Ma esistono casi in cui la differenza di età è davvero troppa? Secondo gli psicologi, no. È chiaro che quando la forbice tra i due partner supera i 15 anni possono sorgere più problemi, la maturità può essere diversa, le aspettative possono differire. Ma ogni coppia è a sé e l’equilibrio che si può instaurare tra partner con un gap generazionale è assolutamente unico.
Le coppie composte da partner di età diverse hanno, in qualche caso, delle difficoltà in più. Ciascuna età della vita può portare desideri che in altre fasi non sono più presenti. Ma la chiave di tutto è l’elasticità mentale, che insieme alla volontà di comprendersi e a una buona comunicazione rende una relazione stabile e soddisfacente. Se ci pensiamo, una coppia di coetanei che non comunicano è destinata al fallimento tanto quanto una coppia composta da partner di età lontane tra loro.
Gli psicologi sottolineano in particolare l’arte del compromesso, che per partner di generazioni distinte può essere la chiave del successo. Se ciascuno rimane ancorato alle proprie esigenze e si rifiuta di mediare, la questione dell’età può amplificare il conflitto. Ma, ancora una volta, questo è un problema che può presentarsi anche in coppie anagraficamente vicine. L’empatia, la stima reciproca e la condivisione di valori possono fare la differenza tra una relazione gratificante e una che dopo poco tempo si scioglierà.
Fino a poco tempo fa si pensava che la scelta di un partner più giovane o più vecchio fosse dettata principalmente dalle insicurezze: il più grande cercherebbe la conferma di essere ancora attraente nonostante l’avanzare degli anni, mentre il più piccolo sarebbe in cerca di un sostituto del padre o della madre. Ma gli psicologi sono di un altro avviso: per i più vecchi la ricerca di un partner più giovane corrisponderebbe a un desiderio di vitalità, spontaneità e leggerezza, che non ha necessariamente motivazioni negative. Dall’altro lato, i giovani cercano partner più grandi spinti da un desiderio di sicurezza e stabilità.
Quando due generazioni si incontrano e scoppia la scintilla, il risultato può essere sorprendente. La coppia può diventare una dimensione in cui crescere, indipendentemente da quanto si è sperimentato nella vita. Anche il livello di maturità è una questione discutibile: non sempre corrisponde all’età anagrafica. Insomma, possiamo tranquillamente affermare che le coppie intergenerazionali non hanno niente da invidiare alle coppie di coetanei.
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