È la regola: quando un pedone si appresta ad attraversare sulle strisce le auto devono fermarsi. Ma sappiamo benissimo che non sempre succede. Alcuni sono soliti ringraziare gli automobilisti per averli lasciati passare, rivolgendo loro un sorriso o un gesto della mano. La cosa potrebbe sembrare triste se guardata da lontano: è così ovvio che chi guida dovrebbe fermarsi alle strisce, e ci tocca pure ringraziarlo? Questa lettura ha la sua dignità ma non spiega tutto. In realtà il gesto di gratitudine del pedone non è una forma di servilismo, ma è molto di più: può riflettere specifici tratti della personalità.
Una ricerca condotta presso l’Università dell’Iowa spiega che le piccole abitudini (tra cui ringraziare gli automobilisti quando si attraversa) possono rivelare alcuni tratti psicologici e morali che si applicano anche ad ambiti della vita più “seri”. In particolare, quelli che rivolgono un cenno di gratitudine sulle strisce:
In Giappone, per contrastare il fenomeno dei pedoni distratti dallo smartphone (spesso definiti arukisumaho, "camminare-smartphone"), sono stati introdotti dei semafori a terra o luci LED posizionate sui marciapiedi. Ciò accade anche in Corea. In Italia siamo ben distanti da queste tecnologie pervasive, ma abbiamo anche noi lo stesso problema. Chi saluta gli automobilisti non porta lo sguardo al suo rettangolino luminoso, non ha una visione solo periferica, ma cammina eretto ed è pienamente inserito nel mondo intorno a sé. Questo atteggiamento, che sembra banale, è in realtà segno di una consapevolezza situazionale che porta a vivere la vita con più presenza e attenzione. La coscienza dell’ambiente e del proprio corpo è preziosa.
Ringraziare per una cosa dovuta a qualcuno sembra inutile. Ma chi lo fa non sta esagerando: sta invece compiendo un gesto che rafforza la cooperazione sociale. Il ciclo “automobilista si ferma-io attraverso e ringrazio” denota un tentativo concreto di creare armonia da ambo le parti. Quindi di solito chi ringrazia un altro per averlo lasciato passare ha un senso di responsabilità civica ed è rispettoso nei confronti degli altri.
Non tutti ringraziamo gli automobilisti tutti i giorni. Anche se magari non siamo ossessionati dai nostri smartphone, capita anche a noi di essere distratti o di cattivo umore. Quando ringraziamo chi ci fa passare siamo ben disposti e aperti emotivamente. E se lo facciamo spesso non abbiamo solo un buon carattere, ma un umore generalmente positivo. Le persone che elargiscono positività con piccoli gesti gentili sono un dono prezioso per la comunità e tendono a dimostrare curiosità, apertura e sensibilità anche con gli sconosciuti.
La cortesia sulla strada è qualcosa di raro, purtroppo. Eppure piccoli gesti positivi possono fare molto, creando una catena virtuosa. Anche rivolgere sguardi gentili alle persone che si incontrano camminando, o addirittura sorrisi, aiuta tutti a sentirsi meglio e a vivere qualche secondo di sollievo dal peso della vita. Non è poco, non trovate?
Commenti