La psicologa americana Virginia Satir (1916-1988) scriveva che: "Abbiamo bisogno di 4 abbracci al giorno per sopravvivere. Abbiamo bisogno di 8 abbracci al giorno per stare bene. E abbiamo bisogno di 12 abbracci al giorno per crescere". Questa famosa citazione è rimasta nel cuore di tante persone, rafforzando l’idea che gli abbracci non solo facciano tanto bene, ma siano necessari.
È vero? Certo, ma come sempre le citazioni non sono accurate scientificamente. Sono divulgative e, a volte, poetiche. La ricerca scientifica afferma che un tocco affettuoso e gradito può avere effetti sullo stress e sul benessere ma non esiste una specie di "dose minima" di abbracci. Non tutti, poi, reagiscono allo stesso modo quando sono toccati.
In uno studio pubblicato nel 2021, 159 adulti sani furono sottoposti a una situazione stressante in laboratorio. Prima del test, alcuni partecipanti ricevettero un abbraccio, altri praticarono una forma di auto-contatto e altri ancora non ricevettero nessuno dei due interventi.
Dopo la situazione stressante, le persone che avevano ricevuto l'abbraccio presentavano una risposta del cortisolo più contenuta rispetto al gruppo di controllo. Un risultato simile era stato osservato anche per l'auto-contatto. Non erano invece emerse differenze significative nella frequenza cardiaca o nella percezione soggettiva dello stress. La ricerca non dice che l’abbraccio sia una sorta di antidoto universale allo stress, dice solo che il contatto fisico può influenzare alcuni aspetti della risposta fisiologica a una situazione stressante.
Altri studi recenti hanno indagato la relazione tra abbracci e cortisolo e tutti hanno notato che questo “ormone dello stress” è più basso in chi dà e riceve tanti abbracci. Il nesso causale, però, resta tutto da provare.
E poi, il contesto è determinante. Un abbraccio della persona che amiamo può essere rassicurante ma lo stesso identico gesto, se arriva da qualcuno con cui non vogliamo avere contatto fisico, può risultare fastidioso o addirittura angosciante.
La ricerca sul cosiddetto social touch conferma che il contesto conta davvero tanto. Una revisione che ha preso in esame 99 studi ha mostrato che la risposta al contatto varia anche in funzione della relazione tra le persone e delle caratteristiche della situazione. Questo porta a pensare che l’abbraccio possa non avere un effetto in quanto tale, ma che questo effetto dipenda più dal rapporto interpersonale. Quantomeno nelle persone adulte, mentre si sa che i bambini hanno urgenza di contatto fisico.
Possiamo quindi dire che la regola “dei quattro abbracci” non è una raccomandazione scientifica. La frase non deriva da uno studio che abbia stabilito un numero ottimale di abbracci quotidiani, quindi non c'è nessun motivo per iniziare a contarli.
È meglio non attribuire all'abbraccio proprietà che la ricerca non ha dimostrato e chi non ama il contatto fisico non deve sentirsi svantaggiato. Resta importante la percezione soggettiva, perché l’abbraccio nasce per dare rassicurazione, amore, conforto, protezione. Questa è la cosa più importante per stare bene: sapere di potersi fidare, di potersi abbandonare, di poter mostrare liberamente le proprie emozioni.
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