Nel 1948 il prof. Skinner realizzò un interessante esperimento. Rinchiuse un piccione affamato in una scatola dotata di un meccanismo che distribuiva del cibo a intervalli predeterminati. Dopo qualche tempo, la sorpresa: il piccione eseguiva continuamente uno strano rituale, quello di sbattere le ali in un modo particolare. Dopo di lui fu il turno di un altro piccione, che non sbatteva le ali, ma dopo poco tempo iniziò ad assumere posture innaturali e a voltarsi sempre nella stessa direzione. Molti piccioni esaminati adottavano bizzarri comportamenti ripetitivi. Che si fossero convinti di provocare l’arrivo del cibo con un rituale?
Secondo lo studioso è proprio così: i piccioni nella scatola diventavano superstiziosi. È lo stesso che accade anche a noi, e non vuol dire affatto che siamo stupidi.
Il mondo è un posto caotico e non sempre ne capiamo le regole, anzi, quasi mai. E quando non abbiamo spiegazioni, in mancanza di meglio, inventiamo: magari quella volta me la sono cavata perché indossavo calzini gialli, quindi mettendoli sempre attirerò la buona sorte, ecc.
Tanti psicologi insegnano a tollerare l’incertezza, attraversarla, accettarla, ma ciò non riesce fino in fondo perché il nostro cervello non è progettato così. Trovarsi in una situazione incontrollabile e incomprensibile (come un piccione isolato dagli altri e chiuso in una scatola) metterebbe paura a chiunque, uomo o animale. E allora non solo inventiamo rituali e portafortuna, ma anche teorie antiscientifiche e fantasiose, credenze bizzarre, fede nel karma e nella legge di attrazione… tutto per sentirci in controllo anche quando non lo siamo.
In realtà, dal punto di vista della natura, questo meccanismo ha perfettamente senso. Chi si sente in controllo, anche se crede in cose totalmente false, ha meno ansia, si sente più ottimista e “funziona” meglio. Bisogna solo stare attenti a chi oggi il senso di controllo lo vende a caro prezzo, truffando.
Parliamo di tanti sedicenti esperti che, messo da parte l’obsoleto concetto di fortuna, parlano di “vibrazioni”, “manifesting”, “mentalità di abbondanza”. Vendono corsi pieni di nulla in cui insegnano regole inventate per il successo. Se non funziona è perché non ci hai provato abbastanza; se per caso accade qualcosina di positivo, ecco la conferma che è stato grazie a loro. Fanno soldi puntando sul caso.
Dobbiamo diffidare, sempre, di chi propone relazioni semplici di causa-effetto per risolvere problemi complessi. Raramente la vita funziona così, anzi, quando funziona così è davvero per puro caso. Poi, le “coincidenze” non sono “conseguenze”: indossare i calzini gialli il giorno in cui si passa un colloquio di lavoro non significa che i calzini siano la causa dell’assunzione.
Sentirsi in controllo fa bene perché, come abbiamo detto, calma la mente. Ma, ancora una volta, non significa avere davvero il controllo su ciò che succede.
Allora tutto è caso e non possiamo fare nulla per direzionare la nostra vita? Assolutamente no, le nostre azioni possono cambiare davvero il futuro. Ma il rituale è un’azione semplice inadatta a problemi complessi, mentre il ragionamento e la pianificazione sono azioni complesse davvero adatte a problemi complessi.
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