Dire che una persona è aggressiva con il partner fa pensare quasi sempre alla violenza fisica, perché è la forma più evidente e a volte pericolosa per la vita. Ma in una relazione può esserci una violazione dell’integrità e della sicurezza anche quando nessuno viene colpito, e in alcuni casi è proprio questo a rendere più difficile capire che c'è un problema.
Le principali forme riconosciute di violenza domestica, tutte gravi, sono quella psicologica, quella fisica e quella sessuale. Approfondiamole per capirle meglio.
La violenza psicologica inizia spesso come gelosia patologica con manie di controllo, ma ha tante altre manifestazioni. Ad esempio può consistere in insulti e umiliazioni, ma anche in minacce, intimidazioni e tentativi di limitare la libertà del partner dal punto di vista pratico, emotivo o economico.
Spesso si parla di aggressività psicologica quando volano parole forti, ma questo elemento non basta da solo: la vera differenza sta in quanto queste parole intimidiscano e sottomettano, facendo temere ritorsioni gravi o “semplicemente” distruggendo autostima, speranza ed equilibrio psicologico.
Spingere, schiaffeggiare, prendere per un braccio con forza, dare un calcio o un pugno sono esempi classici di violenza fisica, che è grave anche quando non lascia ferite visibili. Ma in questo tipo di violenza non sono compresi soltanto i gesti rivolti direttamente al corpo dell’altro: anche rompere oggetti, bloccare una porta o impedire fisicamente al partner di andarsene rappresentano forme di intimidazione fisica. Il significato di un episodio, quindi, non dipende soltanto dal fatto che qualcuno sia stato colpito.
Un concetto che ha impiegato centinaia di anni per essere assimilato dalla società è che il consenso, in una coppia, va sempre rinegoziato e costringere il partner ad avere un rapporto è uno stupro vero e proprio.
Anche qui la forza fisica non è l'unica possibilità. Ci possono essere minacce, pressioni insistenti o altre forme di coercizione. Sottolineiamo anche la violenza della “coercizione riproduttiva”, che può manifestarsi sabotando la contraccezione o imponendo una gravidanza.
Nella vita reale, purtroppo, le categorie in cui abbiamo distinto le forme di violenza non sono sempre rigide e possono sovrapporsi. La violenza psicologica, in particolar modo, accompagna spesso le altre forme di aggressione.
Non tutte le relazioni violente presentano le stesse caratteristiche: uno studio basato sui dati del WHO Multi-Country Study on Women's Health and Domestic Violence ha esaminato proprio la presenza combinata di violenza psicologica, fisica e sessuale. Secondo questo report, le diverse forme sono associate a conseguenze negative sulla salute della vittima e, quando se ne sommano più di una, gli esiti risultano complessivamente peggiori.
A volte le violenze intime e fisiche non vengono denunciate per la difficoltà nel portare prove, per paura o per ignoranza, come nel caso dello stupro coniugale. La più difficile da sanzionare, però, è la forma di violenza più diffusa, ossia quella psicologica, che non sempre si trasforma in un reato vero e proprio ma può rivelarsi devastante per la salute mentale.
Il miglior consiglio che si può dare per tutelarsi è non aspettare che i segnali di violenza evolvano. La prima aggressione, qualsiasi forma assuma, deve anche essere l’ultima. Non accettate promesse di cambiamento che potrebbero non arrivare: mettetevi al sicuro, anche se speravate di costruire una vita con questa persona, anche se siete ancora nell’euforia dell’innamoramento e pensate che sia solo un incidente. Troppo spesso non lo è.
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