Anche se si sta in una coppia felice può capitare di trovarsi a pensare con un po’ di nostalgia alla vita da single. Un’esperienza comune che però attiva spesso sensi di colpa.
In realtà i due sentimenti non si escludono. Essere innamorati e sentire la mancanza di alcuni aspetti della vita da single è perfettamente normale e non bisognerebbe interpretare questo pensiero come la prova che qualcosa non va.
In casi come questi parliamo di ambivalenza psicologica. Questo termine indica la presenza contemporanea di sentimenti contrastanti nei confronti della stessa persona o situazione. Nel caso di una relazione, significa provare affetto e desiderio di vicinanza, ma anche avvertire il peso di alcuni aspetti della vita di coppia, che richiede delle rinunce.
Uno studio pubblicato nel 2023 ha rilevato un'associazione tra l'ambivalenza e un minore benessere personale e relazionale. La ricerca non conclude che ogni dubbio sia un segnale di crisi ma fa capire che i sentimenti contrastanti, quando diventano persistenti, meritano attenzione.
La domanda che ci si fa in questi casi è se a mancare sia davvero la “singletudine” o se sia la relazione ad avere qualche ombra. Le situazioni e le motivazioni possono essere molto diverse da caso a caso.
A qualcuno per esempio manca la spontaneità dell’essere single, con la possibilità di fare scelte senza rendere conto a nessuno; altri si dispiacciono di aver trascurato le amicizie, gli interessi personali o una parte della propria identità da quando sono impegnati. A prima vista sembrerebbe che il problema sia la coppia, ma in realtà molto più spesso è come si organizza la vita insieme.
In altri casi si sente la mancanza di libertà sessuale, con la possibilità di flirtare, mentre altri ancora si chiedono come sarebbe la loro vita senza il partner attuale. Neanche questi pensieri indicano che la relazione è in pericolo, ma lasciano spazio a un dubbio più profondo.
Come gestire questi sentimenti senza farsi travolgere?
Il primo passo è evitare di trasformare subito un pensiero in una decisione: avere voglia di essere single una sera, magari dopo una settimana particolarmente impegnativa, non equivale a voler chiudere una relazione. Se invece il desiderio torna continuamente conviene fare il secondo passo, cioè capire che cosa lo alimenta. Distinguere il problema relazionale da quello personale è più facile se si iniziano a recuperare degli spazi individuali, riallacciando le amicizie e dedicandosi di nuovo alle passioni.
Amare qualcuno non significa essere sempre entusiasti della vita che si condivide con quella persona. I pensieri sono segnali importanti ma non va sempre dato loro troppo credito, perché la loro interpretazione non è sempre ovvia.
Il pensiero di voler tornare single, quindi, non va né demonizzato né preso automaticamente come un invito a separarsi: è piuttosto un elemento da ascoltare con onestà verso se stessi e l’altro.
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