A tutti piace pensare di essere persone osservatrici, ma solo pochi tra noi lo sono veramente. Le persone osservatrici sono quelle a cui non sfugge neanche il più minimo dettaglio. Prova, per esempio, a rispondere a queste domande: quanti gradini ci sono dal portone di casa tua all’ingresso? Di che colore è l’edificio di fronte a quello del tuo posto di lavoro? Il tuo vicino porta gli occhiali, e se sì, di che colore sono?
Essere persone osservatrici è un vero e proprio dono che può portare con sé anche qualche punto critico. Per prima cosa definiamo i “superpoteri” degli osservatori nati:
Ciò che distingue un osservatore da un distratto è la capacità di notare i dettagli e accorgersi di ogni minimo cambiamento nell’ambiente circostante e nelle persone. Gli osservatori hanno occhi e orecchie estremamente attenti.
Gli osservatori sanno cogliere le microespressioni facciali che consentono di capire se un’altra persona è felice, triste, tesa o pensierosa: per questo sembra che riescano a leggere nel pensiero. Quando guardano un film, spesso intuiscono il colpo di scena molto prima degli altri perché sono abituati a osservare ogni dettaglio dei personaggi.
Di solito gli osservatori hanno una buona memoria per i dettagli, proprio perché a differenza degli altri tendono a notarli. Capita spesso che le altre persone si stupiscano per la loro memoria, che è più ricca del normale.
Un vantaggio che hanno gli osservatori rispetto alla media della popolazione è avere maggiori capacità di pensiero analitico, proprio perché rilevano tutti i dettagli necessari a costruire ragionamenti profondi sulla realtà.
Le persone osservatrici non sono distratte ma camminano nel mondo con occhi e orecchie bene aperti. Ciò implica una grande capacità di concentrarsi, di essere presenti nel qui e ora. Questo è un vantaggio che consente loro di essere più efficienti al lavoro e nello studio, oltre che di godersi appieno ogni situazione.
Essere una persona osservatrice sembrerebbe bellissimo, eppure non sempre è tutto rose e fiori. A volte infatti gli osservatori si sentono dei veri e propri alieni, immersi in un mondo ricco di dettagli che le altre persone non notano.
Essere osservatori può causare qualche problema nelle relazioni interpersonali: non sempre “spogliare” una persona con gli occhi è conveniente, specie se non si sanno gestire le conseguenze. Inoltre le persone osservatrici potrebbero diventare perfezioniste o pignole e questo potrebbe risultare sgradito agli altri. Un altro difetto correlato a questo potrebbe essere la difficoltà di recuperare una visione d’insieme delle situazioni e dei problemi, perché ci si perde eccessivamente nei dettagli.
Per una persona osservatrice, conoscere gli svantaggi correlati al suo dono può essere molto utile per apportare i correttivi necessari e vivere una vita piena. Le persone osservatrici hanno un vero e proprio superpotere che merita di essere messo al servizio della società: si tratta di sfruttarlo con oculatezza e mente aperta, senza diventare giudicanti nei confronti di chi è meno attento ai dettagli.