L’autostima è il modo in cui percepiamo il nostro valore personale. Quando è solida, ci permette di affrontare la vita con maggiore serenità; quando è fragile, può influenzare profondamente pensieri, emozioni e comportamenti. La bassa autostima non è una “colpa” né un difetto immutabile: è una condizione comune, spesso legata alle esperienze di vita, e soprattutto può essere migliorata.
Vediamo quali sono i 15 segnali più frequenti che indicano che c’è un problema, le conseguenze e le strategie per lavorarci in modo concreto.
Tendenza a giudicarsi duramente e a focalizzarsi solo sugli errori.
Preoccupazione eccessiva per ciò che gli altri pensano o potrebbero pensare.
Si accettano richieste anche quando sono pesanti, per timore di deludere.
Il proprio valore sembra dipendere dalla conferma esterna.
I risultati vengono attribuiti alla fortuna o minimizzati.
Ci si paragona spesso, sentendosi quasi sempre “inferiori”.
L’errore viene vissuto come un fallimento personale, non come un’opportunità.
Si rinuncia in partenza per paura di non essere all’altezza.
Si tende a restare in silenzio per non creare conflitti.
Si accettano rapporti poco rispettosi pur di non restare soli, oppure ci si isola volontariamente.
Felicità, successo o amore vengono percepiti come “non dovuti”.
Anche un commento neutro viene vissuto come un attacco.
Nulla sembra mai abbastanza, nemmeno quando è oggettivamente buono.
Pensieri ricorrenti come “non valgo abbastanza” o “non ce la farò”.
Per chi ha l’autostima bassa è più facile elencare i propri difetti che le proprie qualità.
La bassa autostima è un problema che genera delle conseguenze. Nel tempo, infatti, può avere effetti significativi su diversi aspetti della vita. Dal punto di vista del benessere emotivo, una bassa considerazione di sé può portare a un aumento di ansia, stress e depressione. I legami poco equilibrati o la tendenza all’autoisolamento possono impedire di condurre una vita relazionale soddisfacente. Nel lavoro e nello studio, la paura di esporsi e l’autosabotaggio costante riducono voti, risultati, guadagni e aspettative. Spesso chi ha poca autostima ha difficoltà a immaginare e costruire il proprio futuro e, guardandosi indietro, potrebbe avere molti rimpianti.
La conseguenza più subdola dell’autostima bassa è che la persona finisce per vivere al di sotto delle proprie reali capacità! Ma per fortuna c’è un modo, anzi ce ne sono diversi, per migliorare sempre di più il rapporto con se stessi. Ecco alcune possibili strategie:
Imparare a riconoscere i pensieri svalutanti è il primo passo per metterli in discussione.
Sbagliare non definisce chi sei: è parte del processo di apprendimento.
Trattarsi con la stessa gentilezza che si riserverebbe a un amico non è un modo di dire, ma un atteggiamento da attuare.
Tenere traccia dei progressi aiuta a costruire una percezione più realistica di sé.
Esprimere bisogni e limiti in modo chiaro rafforza il rispetto per se stessi.
Ogni persona ha tempi, risorse e percorsi diversi, quindi i paragoni non hanno senso. Consideriamo poi che il mondo dei social media esaspera la cultura del confronto ma presenta narrazioni distorte e false, da non prendere mai per buone.
Le persone che valorizzano e rispettano aiutano a cambiare lo sguardo su di sé, per cui circondarsi di persone positive è di grande aiuto per alzare l’autostima.
Un percorso con uno psicologo può essere fondamentale per lavorare sulle radici della bassa autostima.
Insomma, dal problema della bassa autostima si può uscire! Non è mai troppo tardi per riprendere le redini della propria vita.
Commenti