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    Il successo a tutti i costi e il mito della minima fatica
    La vita è una gara e tutti devono bruciare le tappe. Questo è il messaggio subliminale che riceviamo ogni giorno. Sarà vero?

    I social sono veramente frustranti alle volte. Chi ha vissuto l’ambiente dell’agonismo sportivo spesso si lamenta della sua tossicità, fatta non di sana competizione ma di arrivismo e invidie varie. Coi social non è tanto diverso, visto che spesso si trasformano in una gara a chi fa meglio e più velocemente.

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    Siamo assediati dalle storie di successo. Tutti bravi, tutti belli, tutti con qualche medaglia sul petto. E tanti di quelli che vantano vite stupende sono, per aggiungere peso al peso, giovani o giovanissimi. Sembra che se non raggiungi risultati importanti sei uno “sfigato”, ma resti “sfigato” anche se non hai una casa di proprietà, una famiglia del Mulino Bianco e un lavoro prestigioso a meno di trent’anni. Se hai pubblicato un libro, ma non hai vinto nemmeno un premietto organizzato da una biblioteca di provincia non vali niente. Ovviamente loro il premietto l’hanno vinto e ti giudicano dall’alto. E potrei continuare con altri mille esempi.

    Tutto questo per dire che siamo diventati fan del successo “veloce”. Il tempo corre, e non si possono sprecare anni e anni per ottenere qualche risultato. Siamo allora sedotti da quelli che ci promettono di dimagrire in 28 giorni, anziché in un anno, o di avere un fisico da urlo in poche settimane. Ci facciamo catturare da quelli che ci propongono di generare entrate extra di migliaia di euro impegnandoci in qualche incomprensibile operazione per 10 minuti al giorno. Sentiamo di non avere tempo e quindi adoriamo le scorciatoie.

    La verità è che ovviamente i successi che vediamo sui social sono gonfiati o addirittura inventati. Perché il successo, quello vero, si ottiene con tanto tanto sacrificio. Per dominare una qualsiasi materia o riuscire a sollevare pesi di una certa portata ci vogliono anni di studio e allenamento. Così come ci vogliono anni per conoscere la persona giusta e arrivare a costruire qualcosa di vero con lei.

    Se non hai voglia di impegnarti a fondo, non cominciare nemmeno. È una frase dura, ma vera. Ed è importante che tu capisca che se non ne hai voglia non c’è niente di male. La vita non è una gara continua. Esistono anche delle priorità. E se avere un corpo da sogno, guadagnare migliaia di euro al mese, vincere premi letterari non ti spinge tanto da desiderare di investire anni di fatica non c’è niente di male.

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    A volte trovare un compromesso e ridurre le aspettative è l’atteggiamento giusto. Lascia che gli influencer abbiano milioni di like, che i campioni sbaraglino tutti, che i ricconi si vantino. Tu sei il protagonista della tua vita, il centro del tuo piccolo mondo, l’eroe della tua favola. Se perdi 5 chili anziché 15 va bene lo stesso. Se pubblichi il tuo romanzo con un piccolo editore, hai già ottenuto qualcosa. Se hai uno stipendio che ti consente di vivere, sei a posto. Se corri per tre chilometri e non riesci ad affrontare una maratona, va bene. Puoi accettare la tua “piccola vita”, amarla e persino vantarti di essa sui social se vuoi.

    E se pensi di volere di più, preparati ad anni di enorme fatica per raggiungere il risultato. Quello che vogliamo comunicarti è che questo deve essere una tua scelta, consapevole e non motivata dall’esterno. Se sarai cosciente e sereno tutto andrà bene, qualsiasi strada prenderai.

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