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    Accordarsi nel disaccordo: un piccolo manuale di litigio
    I litigi sono cose normali, ma questo non impedisce che facciano male. Esistono cinque strategie utili che possono ridurre l’impatto negativo delle discussioni.

    Litigare tra partner è normale, anzi, c’è da diffidare delle coppie che non litigano mai: in questo caso ci sono probabilmente dei problemi da indagare, come squilibrio di potere, bassa autostima di uno dei partner o freddezza emotiva. Quando due persone condividono così tanto tempo e investono così tanti sentimenti nel rapporto prima o poi ci saranno visioni divergenti pronte a scontrarsi, o anche solo accensioni emotive.

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    I litigi non sono sempre il preludio di problemi più grandi. Certo, un conto è scontrarsi sporadicamente, un altro passare il tempo soltanto a litigare, ma la maggior parte delle coppie non si trova in uno stato di conflitto permanente. Ciò non toglie che i litigi siano episodi spiacevoli che a volte possono far emergere vulnerabilità importanti.

    Il litigio è per quasi tutti un momento di forte emotività e spontaneità. Si passa dal discutere su chi deve buttare la spazzatura fino a toccare l’osso dei sentimenti; si passa da un argomento all’altro fino a che non spuntano le lacrime. Però il litigio è anche un’arte che si può imparare. Il fine non è discutere come macchine ma tentare di farsi un po’ meno male.

    Ecco allora 5 consigli che possono aiutarti ad attenuare il potenziale negativo di un litigio. Arrivare psicologicamente preparati potrebbe fare la differenza.

    1. Pianificare la discussione

    I litigi non seguono mai un copione, sono scoppi di emotività. Le discussioni, invece, un copione possono averlo, pur se approssimativo. La chiave potrebbe essere trasformare un potenziale litigio in una vera discussione. Quando sei arrabbiato potresti cercare di non passare subito all’attacco, ma fare il proverbiale conto fino a dieci, o meglio fino a cento, prima di parlare. In questo spazio di tempo, cerca di raffreddare la mente e fare una scaletta di cose da dire, senza agire come capita. Se hai l’opportunità di pianificare con vero anticipo una discussione, meglio ancora. La pianificazione consente di ponderare ciò che si deve dire, arrivando al discorso più calmi e meno propensi all’attacco indiscriminato.

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    1. Risolvere un problema alla volta

    Secondo uno studio dell’Università del Tennessee, le coppie felici adottano un preciso modello di risoluzione dei conflitti. Di solito si parte dai problemi più facili da risolvere e si procede via via fino alle questioni più importanti. Il normale litigio di solito parte da un piccolo spunto (“chi porta il bambino a scuola”) e all’improvviso va a vertere su altri temi, come il senso di oppressione all’interno della relazione. Non c’è, prima, un accordo sulla questione più piccola. Procedere per gradi, chiudendo sempre un capitolo prima di passare al successivo, è importante perché crea punti di accordo fin dalle prime fasi: quando si smette di essere attivati dal problema minore e si è trovata una soluzione è meno probabile che i punti più problematici vengano affrontati con forte carica aggressiva.

    1. Ridurre l’uso della seconda persona e privilegiare la prima

    In altre parole: dire tantissimi “io” e “noi” e pochissimi “tu”. Si tratta di un cambiamento non da poco che spesso viene allenato dagli psicologi nelle sessioni dedicate all’assertività. Quando dici “tu” attivi nell’altro un’immediata reazione difensiva, cosa che non accade quando dici “io”. Per esempio, dire: “Tu non aiuti mai in casa” è diverso dal dire: “Mi sento così caricato di responsabilità quando ho la sensazione di dover gestire la casa da solo”. Il consiglio generale è parlare molto più di come ti senti rispetto a come vorresti che l’altro fosse.

    1. Difendersi di meno

    Quando subiamo un attacco ci difendiamo, e questo non è vero soltanto quando si tratta di aggressioni fisiche. Se il tuo partner non ha interiorizzato il punto precedente scegliendo invece di prenderti di mira è normale che tu voglia difenderti e, spesso, “la miglior difesa è l’attacco”. Ma c’è qualcosa che puoi allenare per prepararti all’eventualità di uno scontro frontale: difenderti di meno. Questo significa prenderti una pausa quando senti che i sentimenti stanno montando troppo in fretta invece che rispondere subito, oppure fare delle piccole concessioni assumendoti una parte di responsabilità. Non significa umiliarti e cedere, significa solo smettere di basare il gioco solamente su attacco e difesa come se foste dei cavalieri medievali in duello.

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    1. Cercare l’accordo

    È impossibile che due persone che si amano non concordino proprio su nulla. Ci sarà sempre un punto di contatto anche nelle discussioni più aspre. Il segreto è andare a cercarlo, valorizzarlo e ripartire da lì. Molto spesso i partner litigano non perché hanno idee radicalmente diverse, ma perché hanno desideri simili e modi diversi per cercare di soddisfarli. Questa è la chiave: puntare su ciò che è uguale, non su ciò che è diverso.

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