Uno dei più vecchi dogmi del mondo degli appuntamenti è: mai parlare di politica al primo incontro. La cosa è sensata perché le discussioni politiche tendono ad accendere gli animi e possono sfociare in un’aggressività non voluta, rovinando del tutto l’appuntamento. Lei di destra, lui di sinistra o viceversa: il rischio è trincerarsi, diventare prevenuti, svalutare l’altro e litigare, perdendo l’occasione di conoscere una bella persona.
Il sondaggio annuale della piattaforma Match negli Stati Uniti sembra però mettere in crisi questa idea. Dei 5500 utenti intervistati, l’80% ha dichiarato di essere uscito fuori dagli “argomenti sicuri” durante il primo appuntamento, parlando di politica, soldi e religione. Nessuno sembra essere particolarmente pentito. Sembrerebbe addirittura, ma prendiamolo con le pinze, che parlare di questioni politiche aumentasse del 91% le possibilità di un secondo appuntamento.
Altri dati, sempre dallo studio di Match in USA: il 79% dei single non teme di frequentare un partner di diversa fede politica e solo il 6% è convinto che sia fondamentale avere le stesse idee.
La nostra impressione è che i single in questo periodo vogliano forzare le regole consuete dei primi appuntamenti e provare ad avere un contatto più profondo. Questo non significa automaticamente che ci sia più voglia di relazioni serie (anche se in Italia una lieve tendenza in questo senso c’è) ma che si desidera passare serate significative. Se non ci sarà più alcun incontro, almeno si sarà vissuto un momento di confronto vero.
Parlare di politica in modo aperto significa indagare le convinzioni profonde del potenziale partner, le sue posizioni etiche, i suoi interessi principali, l’acutezza con cui si interroga sul presente: non sono cose da poco.
Come abbiamo detto in apertura, si è sempre suggerito di evitare discussioni “pesanti” per il rischio di incomprensione e scontro precoce, ma i sondaggi rivelano che i single di oggi sono più aperti del previsto, accettando punti di vista diversi purché espressi con educazione e completati da un ascolto privo di giudizio. La postura durante discorsi tanto sensibili conta ben più delle opinioni espresse, aiutando a capire se la persona è intelligente, rispettosa, aperta. Questo è un grande aiuto per valutare se proseguire la conoscenza.
La nostra opinione finale resta ambivalente. Fidarsi del proprio istinto è sempre la strada migliore in questi casi. Ci premeva soltanto comunicare che le discussioni politiche non devono essere bandite per forza e riportare che, almeno in America, l’argomento sembra funzionare.
Commenti