Perché ci si lascia così spesso, a volte dopo anni di convivenza e matrimonio? Perché le coppie del passato sembravano durare tantissimo e le nostre non più? Per rispondere a queste domande riportiamo un’interessante analisi di Cristina Berrettini, antropologa e consulente familiare del consultorio La Famiglia di Roma.
La doppia veste di studiosa e terapeuta con le mani in pasta è particolarmente importante per decifrare ciò che sta avvenendo in modo ampio e lucido. Non vi teniamo sul filo: se dobbiamo dirlo in una frase, oggi i matrimoni finiscono per un problema di aspettative. Ma quali e perché?
Il concetto di matrimonio è cambiato tantissimo negli ultimi 150 anni. Da sempre, nella nostra Europa e non solo, sposarsi significava stringere un’alleanza tra famiglie. Nel Medioevo, per esempio, era perfettamente normale avere un coniuge e un amante. Al coniuge si poteva voler bene, se fortunati ci si poteva innamorare, ma era chiarissimo che l’amore nel matrimonio fosse accidentale. Le novelle del Boccaccio forniscono un quadro abbastanza chiaro di come funzionava. Lo stesso Dante dichiarava pubblicamente l’amore per Beatrice pur avendo una moglie (e a lei stava bene).
Piano piano il concetto del “matrimonio d’amore” si è fatto strada. Da piccoli casi “ribelli” la cosa si è allargata alla massa. Oggi non è accettata l’idea del matrimonio combinato, per fortuna. Ma parallelamente alla crescita d’importanza del rapporto di coppia si è registrato un calo dall’altra parte: le reti sociali ampie hanno perso terreno. L’affettività prima era sparsa: grandi famiglie, amici, vicini di casa. Non che oggi questi legami non esistano, ma non sono mai considerati essenziali. L’amore è diventato tutto.
Ecco da dove nascono le aspettative: più il partner riassume in sé ogni aspetto necessario della vita affettiva, più il rapporto si fa “pesante”. Il coniuge oggi dev’essere amico, amante, genitore, fratello, compagno di squadra. Per l’esperienza di Berrettini non è strano vedere coppie che si lasciano pur amandosi ancora. Queste persone si separano perché non si sentono abbastanza capite e supportate, anche se chiedono al partner troppa intensità, più di quella che può dare.
Così come imperversano standard inarrivabili legati al mondo del lavoro e della forma fisica, anche le storie d’amore sono costruite su aspettative molto alte. A contribuire è il ruolo del cinema e della televisione, con intere generazioni nutrite di colpi di fulmine, storie iper passionali, immancabili lieti fine. Nessuna storia d’amore reale può reggere il confronto.
Così ci si sposa sempre meno (siamo il Paese con i tassi più bassi d’Europa) e ci si separa sempre di più, anche dopo anni passati insieme. Per fare un solo esempio, i divorzi delle coppie over 65 sono triplicati negli ultimi vent’anni.
Il problema, ovviamente, non è sposarsi per amore, né tantomeno rassegnarsi smettendo di cercare il compagno “giusto”. Inutile stare in un rapporto che ci fa soffrire, in un mondo in cui possiamo permettercelo. La cosa triste è lasciarsi pur amandosi ancora, solo perché si inseguono aspettative create ad arte da qualcun altro (a Hollywood magari, ma non solo).
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