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    Perché idealizziamo gli altri? 6 modi per evitarlo
    L’idealizzazione non sarebbe in sé negativa se non fosse l’anticamera della delusione. Proviamo a ridimensionarla con questi consigli.

    Capita in amore, ma non soltanto. A volte idealizziamo un partner appena conosciuto, altre volte un amico, un collega o una persona che seguiamo sui social. In poco tempo quella persona ci sembra brillante, speciale, diversa da tutte le altre. I suoi difetti passano in secondo piano e le sue qualità appaiono quasi amplificate. L’idealizzazione non sembra negativa in un primo momento, dà anzi un leggero senso di euforia, eppure può avere due effetti collaterali importanti:

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    • Diminuisce la considerazione che hai di te, perché ti fa sentire da meno
    • Ti prepara a uno schianto formidabile, quello che potresti subire quando scoprirai che la persona ha veramente dei difetti e avvertirai la delusione.

    Secondo alcuni esperti, l’idealizzazione nasce quando si incontra una persona “magnetica” ma non si hanno abbastanza informazioni su di lei. Se quella persona è gentile, potremmo immaginarla anche particolarmente affidabile; se è intelligente, potremmo attribuirle automaticamente altre qualità positive. In psicologia questo fenomeno è noto come effetto alone: una caratteristica favorevole influenza il giudizio complessivo che formuliamo su qualcuno.

    Accanto a questa causa più astratta, ci sono anche particolari meccanismi psicologici. Può capitare ad esempio di proiettare sugli altri bisogni, desideri o aspettative: una persona che appare sicura di sé potrebbe rappresentare ciò che vorremmo essere, una molto affettuosa ci sembra garanzia di un senso di sicurezza che ci manca, ecc.

    L'idealizzazione si distingue dall’ammirazione e va un po’ troppo in là, per questo può essere pericolosa. Considerare una persona come molto intelligente, saggia e dotata rende la compagnia piacevole e può mettere in moto la voglia di imparare; al contrario l’idealizzazione consiste nel mettere qualcuno su un piedistallo irraggiungibile. Il dolore più grande si realizza non appena questo piedistallo mostra le prime crepe. È una specie di lutto come quando, crescendo, scopriamo che mamma e papà non sono onnipotenti e perfetti.

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    Se l’idealizzazione è rischiosa, come si può ridimensionare questo meccanismo?

    1. Diffidare delle impressioni troppo rapide

    Le prime impressioni sono spesso utili, ma raramente raccontano l'intera storia di una persona. Avere la sensazione di aver trovato qualcuno di eccezionale dopo pochi incontri è normalissima ma non è tutto oro quello che luccica.

    1. Ricordare che ogni persona è complessa

    Anche le persone che stimiamo di più hanno limiti, contraddizioni e aspetti meno piacevoli del loro carattere. Non perché siano false o deludenti, ma perché essere umani significa essere complessi.

    1. Fare attenzione alle proprie aspettative

    Quando attraversiamo una crisi personale dobbiamo stare particolarmente attenti a non farci trascinare da chi incontriamo. Chi si sente perso può cercare istintivamente una guida in chiunque possegga del carisma, ma potrebbe trattarsi di un errore. Cercare di tenere alta la razionalità in periodi difficili è importante.

    1. Concedersi tempo

    Molte idealizzazioni si ridimensionano semplicemente con il passare del tempo. Le persone mostrano aspetti diversi di sé in situazioni diverse e il tempo tende a fornire informazioni che le prime impressioni non possono offrire.

    1. Distinguere l'ammirazione dalla perfezione

    Come dicevamo prima, ammirare qualcuno è bellissimo ma considerarlo senza difetti è una forma di cecità: nessuno è perfetto e il bello è anche questo.

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    1. Accettare che la delusione faccia parte delle relazioni

    Prima o poi quasi tutti scopriamo che qualcuno non è esattamente come lo avevamo immaginato. Questo non significa necessariamente che ci abbia ingannati. A volte siamo noi ad attribuire alle persone caratteristiche che non hanno, altre volte sono le persone stesse a rivelarsi nel tempo. È triste, ma la delusione è una componente frequente nelle relazioni. Non è colpa nostra se qualche volta prendiamo degli abbagli: perdoniamoci.

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