Tutti si lamentano del caldo ma c’è chi si terrorizza e chi dice che è sempre stato così. Alcune persone, infatti, pubblicano sui social cartine meteo di 40 anni fa, facendo vedere che anche allora le temperature potevano superare i trenta gradi. Chi ha ragione?
Per scoprirlo gli scienziati hanno condotto delle analisi, con un metodo che è diverso da quello che può avere il cittadino medio, non a conoscenza di tutti i dati e non in grado di fare comparazioni scientifiche. Noi persone comuni ci basiamo su informazioni isolate e spesso facciamo fede alla nostra esperienza e percezione. Per condurre analisi vere, però, non si possono prendere in esame le singole temperature bensì i trend del lungo periodo e le medie stagionali.
I dati dell’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale forniscono preziose indicazioni relative al riscaldamento globale. E sì, se vogliamo sbilanciarci un pochino dall’una o dall’altra parte dobbiamo dare ragione ai “preoccupati”. Dal 1961 al 2024, tutti gli indicatori degli estremi di temperatura si sono innalzati fortemente, indicando che la nostra Penisola si sta riscaldando in modo rapido e intenso.
In climatologia si definiscono “giorni estivi” quelli in cui le massime superano i venticinque gradi. Per fare un calcolo accurato a livello scientifico si devono esaminare almeno trent’anni, per non farsi traviare dalle naturali variazioni delle singole estati. Perciò gli studiosi dell’Istituto hanno calcolato i “giorni estivi” dal 1991 al 2024. Da grafico, gli episodi di alte temperature sono aumentati in modo sostanziale. Chi è nato al massimo negli anni ’90 ricorda bene la famosa “caldissima” estate del 2003. Se guardiamo il numero di “giorni estivi” annuali, gli ultimi trend la superano enormemente.
Un altro spunto analitico famoso ha a che fare con le “notti tropicali”, cioè notti in cui la temperatura non scende sotto i venti gradi. Anche qui c’è un forte aumento, che va di pari passo con quello dei “giorni estivi”. Ma la dicitura “notti tropicali” fa decisamente più effetto. Ci stiamo davvero tropicalizzando?
Pare di sì, e l’aumento delle temperature nella nostra area procede il 20% più velocemente che in altre zone del pianeta. Pur non essendo nella fascia tropicale a livello geografico, anche la distribuzione delle piogge sta cambiando, con una tendenza (seppur non ancora estrema) a trasformare le quattro stagioni in due, la “secca” e l’”umida”, come ai tropici.
Le cause di questo cambiamento storico sono tre:
Purtroppo, nel dibattito pubblico, ha più ragione chi sostiene il riscaldamento globale rispetto a chi pensa che sia “sempre stato così”. Questo non dovrebbe essere motivo di panico cieco, ma dovrebbe spingerci ad adottare azioni a salvaguardia di noi stessi e del Pianeta.
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