• Feed
  • Magazine
  • Online ora
  • Ricerca
  • Email
  • Chat
  • Visite
  • Voti
  • Amici
  • Lista nera
  • Nuovi iscritti
  • Ultimi accessi

  • Accesso Aree Riservate
  • Mia Area
  • Aree altri utenti

  • Mio Profilo
  • I miei post
  • La mia scheda
  • Mie foto pubbliche
  • Mie foto riservate
  • Mio partner ideale
  • Miei avvisi
  • Mio account

  •  
  • Condividi Nirvam
  • Esci


  • Contattaci
    Consigli utili
    Condizioni d'uso
    Privacy Policy
    Cookie Policy

Chiudi
Annulla Confermo
Notifiche ai Post
    Linguaggio dei fiori: dire “ti amo” senza parole
    Nell’Ottocento era molto popolare il linguaggio dei fiori, un “codice segreto” per inviare messaggi, soprattutto d’amore, senza pronunciare una parola.

    Una delle consuetudini più dolci dell’Ottocento, oggi in disuso, era la florigrafia, ovvero il linguaggio dei fiori. Questo linguaggio associava a fiori, piante e talvolta anche ai loro colori determinati significati. Un mazzolino era come una lettera: poteva esprimere amore, amicizia, timidezza o addirittura rimprovero, senza una parola.

    Link sponsorizzato

    Non è mai esistito un “dizionario dei fiori” universale, anche se qualcuno più tardi ha provato a scriverlo. Da un Paese all’altro, in base all’epoca e alle tradizioni, i significati cambiavano.

    Chi ha inventato il linguaggio dei fiori? Si dice che la storia inizi nell’impero ottomano. Esisteva una pratica chiamata sélam, nella quale fiori e altri piccoli oggetti erano associati a versi e potevano essere utilizzati per trasmettere messaggi.

    Il vero boom, però, arriva in Occidente nell'Ottocento, quando il fenomeno esplose in Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti.

    Nel 1819 venne pubblicato a Parigi “Le langage des fleurs”, attribuito a Charlotte de la Tour, pseudonimo di Louise Cortambert. Il libro proponeva circa 300 significati associati a fiori e piante e contribuì enormemente alla diffusione della moda.

    Link sponsorizzato

    Come abbiamo detto, il linguaggio dei fiori non è mai stato universale. Ogni “dizionario” differiva e da Paese a Paese c’erano grandi differenze. Proviamo comunque a farvi un esempio più accurato possibile dei significati di alcune piante comuni.

    • Rosa: amore, ma non soltanto

    La rosa rossa è tradizionalmente legata all'amore e alla passione. È uno dei pochi simboli floreali che hanno mantenuto una certa riconoscibilità anche al di fuori della florigrafia ottocentesca.

    Ma attenzione, nel caso delle rose il significato poteva cambiare in base al colore. Nei repertori vittoriani le rose rosse potevano rappresentare l'amore appassionato, quelle rosa l'ammirazione, quelle gialle sentimenti legati alla gioia o all'amicizia e quelle bianche indicavano l'innocenza.

    • Il rosmarino della memoria

    Il rosmarino è associato alla memoria anche grazie a Shakespeare. Nell'Amleto, Ofelia pronuncia infatti la celebre frase sul rosmarino "for remembrance", cioè "per ricordare".

    Non sorprende quindi che alcuni compilatori di dizionari floreali abbiano ripreso associazioni già presenti nella letteratura invece di inventare un significato completamente nuovo.

    • Il non-ti-scordar-di-me… dice proprio quello che sembra

    Il non-ti-scordar-di-me (forget-me-not) è uno dei casi in cui il nome stesso sembra aver fatto gran parte del lavoro. Nel repertorio simbolico ottocentesco veniva associato al ricordo e alla richiesta di non essere dimenticati. Era quindi particolarmente adatto a messaggi di affetto per chi era in procinto di partire.

    Link sponsorizzato
    • Il giacinto e la storia di Giacinto

    Nella mitologia greca, Giacinto era un giovane amato da Apollo. Secondo una delle versioni più conosciute del mito, il ragazzo morì accidentalmente durante un lancio del disco; dal suo sangue nacque il fiore che porta il suo nome. Nei repertori della florigrafia il giacinto poteva assumere significati differenti, tra cui quello della costanza.

    Ma perché il linguaggio dei fiori ebbe tanto successo? Nella società vittoriana esistevano molte convenzioni riguardo a ciò che era opportuno dire e fare pubblicamente, soprattutto nelle relazioni sentimentali. Un fiore, magari inviato segretamente, permetteva di esprimere qualcosa senza pronunciarlo apertamente.

    La florigrafia aveva quindi qualcosa di molto pratico: consentiva di dire "ti amo" senza dire "ti amo". Perfetta, tra l’altro, per i timidi. È stata, in fondo, una moda come le altre, ma di quelle che dispiace di aver perso.

    ARTICOLO GIORNO
    PRECEDENTE
    ARTICOLO GIORNO
    SUCCESSIVO
    RACCOMANDATI PER TE
    L'effetto Romeo e Giulietta: perché gli ostacoli possono farci sembrare un amore più intenso
    Cosa vuol dire convalidare le emozioni dei bambini? Non fare tutto quello che vogliono
    Vai a donare il sangue! E non farti ingannare dai falsi miti


     Commenti
    Accedi o Registrati per inserire commenti e valutazioni.
    Replica:
    Per piacere inserisci un commento
    Grazie per aver immmesso il tuo commento!
    Il commento verrà validato dai moderatori e poi pubblicato
    Grazie per aver immmesso il tuo commento!
    Il commento verrà validato dai moderatori e poi pubblicato
    Vai ad inizio pagina