Alla fine degli anni ’60 Spencer Silver era un chimico che lavorava in un’importante impresa aeronautica. Il suo compito era realizzare una colla tanto potente da tenere insieme addirittura i pezzi degli aeroplani.
Il lavoro di Silver si rivelò un disastro: non solo non riuscì a inventare una super-colla, ma realizzò addirittura la colla più debole mai inventata. Era un composto che non si stendeva in modo omogeneo, ma si componeva di tante microsfere acriliche. Riusciva a tenere insieme a malapena due fogli di carta, che però al primo tocco si staccavano. Un fallimento completo.
Visto che avete letto il titolo sapete già dove andremo a finire. Quella era la colla dei celebri post-it. Ma Silver ancora non lo sapeva.
Quello che però intuì presto era l’unicità della sua colla, che davvero era molto debole, ma aveva una caratteristica mai vista prima: quando un pezzo di carta veniva staccato dall’altro non si strappava. Anche la nostra Coccoina, una colla italiana in commercio dagli anni ’30, è piuttosto morbida, ma è molto probabile che due fogli si strappino una volta che si secca. Con la colla di Silver questo non succedeva.
Da lì all’idea del post-it passarono anni. La svolta decisiva la provocò un collega e amico di Silver, corista di chiesa e sempre alle prese con un piccolo problema: durante le messe, i segnapagina del libro degli inni si staccavano sempre. Evitò una volta per tutte il fastidio iniziando a incollarli con l’invenzione dell’amico.
I due, in seguito, iniziarono a scambiarsi messaggi in ufficio incollando foglietti sopra i documenti o le scrivanie. Avevano inventato i post-it.
Il tipico colore giallo canarino nacque per caso, perché un giorno si scambiarono un messaggio usando un foglio di quel colore, uno scarto dell’ufficio accanto. Notarono subito che questo colore faceva risaltare molto bene l’inchiostro e crearono una volta per tutte il prodotto che conosciamo oggi.
Lanciarlo sul mercato fu difficile. La gente, semplicemente, non sapeva che farsene. I produttori ebbero un’idea che a posteriori avrebbe reso molto: regalarlo a pioggia. E i post-it diventarono come una droga, perché una volta che le persone li provavano non potevano più farne a meno. Dal 1980, anno di lancio del prodotto, l’abitudine di appiccicare ovunque messaggi su piccoli fogli quadrati ha conquistato oltre 150 Paesi. Tutto perché ciò che nell’industria aeronautica era un disastro, in un altro contesto era una manna.
Ecco la linea sottile tra disastro e colpo di genio: a volte, semplicemente, non è l’idea a essere sbagliata, ma il contesto.
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