Le persone manipolatrici che provocano, cercano continuamente una reazione per colpevolizzarci o fanno gaslighting possono essere fermate? Una delle strategie che circolano online per gestire situazioni di questo tipo si chiama tecnica del sasso grigio.
Il nome è evocativo: l'idea è comportarsi come una pietra grigia, quindi diventare il più possibile poco “interessanti” e poco reattivi. Nel concreto si consiglia di usare risposte brevi, tono neutro, poche spiegazioni lunghe e soprattutto nessun coinvolgimento emotivo nelle provocazioni.
Non è però una formula magica, purtroppo, ma è una utile strategia pratica per chi deve avere a che fare con una persona manipolativa o conflittuale.
Il principio della tecnica del sasso grigio è abbastanza semplice: se una persona cerca di trascinarci in una discussione, invece di difenderci dovremmo rispondere in modo asciutto. Possiamo usare frasi brevi e secche, come “d’accordo”, “non lo so”, “ci penserò”, “ok, grazie”. Dopo aver ribattuto cambiamo argomento o interrompiamo la conversazione.
Anche raccontare il meno possibile della nostra vita può rientrare nella strategia, se la persona manipolatrice non fa parte della coppia o della famiglia. Anzi, anche se ne fa parte preservare un piccolo spazio privato ci tiene più al riparo.
Il punto della tecnica del sasso grigio non è essere scortesi, come potrebbe sembrare a prima vista. Il nodo centrale è offrire meno materiale emotivo su cui l'altra persona possa agganciarsi.
Perché questa tecnica dovrebbe funzionare, anche se nella psicologia ufficiale è ancora poco studiata? Perché molti narcisisti e manipolatori cercano deliberatamente di provocare rabbia, pianto e giustificazioni per mantenere in piedi una dinamica conflittuale e dominarla. Riducendo la nostra partecipazione possiamo interrompere almeno in parte questo meccanismo.
La tecnica del sasso grigio è però molto differente dal “trattamento del silenzio” e le due cose non vanno confuse. Infatti nel secondo caso il silenzio o le risposte a monosillabi sono più uno strumento di attacco che di difesa: si tratta di una versione passivo-aggressiva della manipolazione e mira a distruggere l’altro. Il sasso grigio è soltanto uno strumento per tutelarsi, non qualcosa che si usa per ferire. Se una persona usa il metodo per provocare a sua volta il partner o per “farlo impazzire”, sta facendo qualcosa di poco lecito.
La tecnica del sasso grigio è molto utile nei casi in cui non sia possibile interrompere completamente i rapporti con la persona tossica. Ad esempio si può usare con un ex con cui si hanno figli, un collega, un familiare o una persona con cui bisogna continuare a occuparsi di questioni pratiche. Non parliamo di una soluzione, di qualcosa che può spegnere o sconfiggere il manipolatore, ma di una tecnica di gestione per limitare o azzerare i danni.
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