Quando si parla di comunicazione ci si riferisce ad una situazione di interazione tra due o più attori, in cui un messaggio codificato da un soggetto emittente induce una risposta, più o meno consapevole, da parte di un soggetto ricevente. Il processo di comunicazione si configura come un sistema che coinvolge più soggetti sociali e che si focalizza sulla relazione che tali soggetti instaurano sulla base di significati condivisi, costruiti all’interno di un rapporto di reciprocità e interattività.
Tra emittente e ricevente si instaura un legame circolare che si articola in un processo di adattamento e di ri-adattamento continuo, processo irrinunciabile per entrare in relazione e realizzare scambi comunicativi soddisfacenti e dotati di significato per entrambi gli interlocutori. Questo processo di comunicazione, tuttavia, non è neutro e avulso da connotazioni sociali e… sessuali. La comunicazione tra donne e uomini, infatti, è connotata da differenti stili di comunicazione, con diverse modalità e regole di codifica e di decodifica.
In linea di massima, nella comunicazione di coppia, l’uomo:
Nella comunicazione di coppia, la donna in generale:
Da alcuni decenni la natura delle differenze tra i sessi è al centro del dibattito culturale/scientifico. Per definire le specifiche peculiarità e le differenze esistenti tra donne e uomini è stata introdotta la differenziazione terminologica tra il termine “sesso” e il termine “genere” perché ciò consente di specificare quanto, in femmine e maschi, è riconducibile a fondamento biologico (sesso) e quanto, invece, è ascrivibile all’influenza dell’educazione e dell’ambiente socio-culturale (genere).
Le differenze di comunicazione riscontrabili tra uomini e donne sono legate al processo di socializzazione, più precisamente all’attività ludica, esperienza fondamentale dell’infanzia e nella fanciullezza per lo sviluppo sociale. Infatti, è stato osservato come le bambine tendano a giocare in piccolo gruppo o in coppia e che i loro giochi raramente implichino ruoli o regole ben definite. Inoltre, proprio per poter definire il proprio ruolo, ogni bambina assume la necessarietà di una discussione/dialogo. Oltre a questo, i giochi femminili insegnano tre modalità comunicative: creare e mantenere relazioni di eguaglianza e di segretezza; evitare la critica diretta usando maniere formali e cordiali; porre attenzione alla relazione con gli altri tendendo a privilegiare modalità collaborative e di ascolto.
L’identità femminile, dunque, tende a definirsi relazionandosi agli altri, in un mondo di rapporti interpersonali e di verità psicologiche, in un’ottica di reciprocità e di connessione.
Sotto il profilo ludico maschile, invece, va sottolineato come siano preferiti giochi gerarchici, aggressivi, competitivi. Le amicizie sono centrate sull’attività fisica, sulla competizione in gruppo o gioco di squadra, in cui gli obiettivi sono prefissati da regole definite e ruoli fissi; in questo contesto, la comunicazione/discussione è riservata alla scelta della strategia da adottare al fine di raggiungere gli scopi prefissati nel medesimo gioco.
Di solito, nelle attività ludiche maschili si mettono in evidenza coloro che sanno dominare l’azione con caratteristiche da leader e le modalità comunicative affinate dai maschi in situazioni di gioco sono: utilizzare la comunicazione per affermare se stessi e le proprie idee; servirsi della comunicazione per attrarre e mantenere attenzione da parte degli altri; utilizzare la comunicazione per spostare l’attenzione dal gruppo a se stessi, affermando la superiorità attraverso il proprio ruolo.
L’identità maschile rispetto a quella femminile si struttura nel confronto e nell’azione attraverso strumenti impersonali quali regole, norme, ruoli sociali.
Le donne privilegiano i rapporti con le persone e la condivisione di esperienze: nella comunicazione vedono essenzialmente un’occasione per mantenere il contatto con gli altri, per stabilire delle relazioni, in quanto la relazionalità e l’interdipendenza appaiono una componente importante dell’identità femminile. La conversazione diventa una negoziazione sul come strutturare i ruoli che si vanno definendo all’interno di ogni scambio interpersonale.
Di solito le donne sono interessate a comprendere e condividere i sentimenti del proprio interlocutore, in maniera tale da poter realizzare una relazione empatica che possa coinvolgere in egual misura se stesse e l’altro. Il genere femminile utilizza maggiormente, rispetto a quello maschile, forme di cortesia, di buona educazione e di gentilezza che vengono a volte interpretate dall’interlocutore come espressione di minore potere, di insicurezza nella relazione o come una maniera per cercare consensi nelle interazioni.
L’uomo, invece, utilizza la comunicazione per esercitare controllo, mantenere l’interdipendenza e affermare il proprio status. La conversazione rappresenta una strategia per mettere alla prova se stesso, per emergere, sia come persona che come individuo dotato di competenze. Di solito, in situazioni conversazionali, tende ad utilizzare un linguaggio più egocentrico per esibire conoscenze, comportamenti e abilità.
Generalmente gli uomini utilizzano la conversazione per risolvere problemi, dare informazioni, scoprendo e capendo le cause dei fatti e suggerendo soluzioni; si esprimono in modo assertivo, assoluto, utilizzando spesso un linguaggio autorevole, diretto, lineare e sistematico, limitando le informazioni al minimo indispensabile.
Esistono poi differenze significative anche nella comunicazione non verbale tra uomini e donne. Le donne risultano più attente ai segnali non verbali, con qualsiasi strumento vengano trasmessi (cinesico, paralinguistico, intenzionale), dimostrando maggiore abilità nella decodifica e valutazione del messaggio, soprattutto nel riconoscimento degli stati emozionali. Le donne usano maggiormente, rispetto agli uomini, cenni di assenso con il capo, sorridono più spesso, sono più espressive nei loro movimenti corporei. Gli uomini, invece, assumono maggiormente un comportamento di dominanza come alzare la voce ed espressioni assertive; lo fanno anche le donne ma il comportamento femminile, solitamente, riflette un senso di solidarietà e di intimità. Quello maschile, al contrario, è più orientato ad affermare il proprio status.
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