Quando ci innamoriamo, una delle più grandi paure che ci assalgono è che l'altro non provi sentimenti allo stesso livello dei nostri.
Raccogliendo tra il web e la vita reale tante storie, colpisce sentire che spesso l'innamoramento ottunde i nostri sensi e ci porta ad attribuire all'altro emozioni che non prova; ci piace, ci piace tanto fraintendere i segnali negativi e reputarli positivi ed è lì che si prendono le maggiori cantonate.
Oppure, all'opposto, riceviamo l'amore che sentiamo che ci spetta e nonostante questo tentenniamo, ci rabbuiamo, rifiutiamo di crederci: ecco che l'insicurezza porta a un fraintendimento negativo e non permette di cogliere il vero trasporto che c'è da parte dell'altro.
In ogni caso, se siamo razionali, sappiamo che difficilmente è possibile che due persone si amino subito allo stesso modo. Ogni persona ha i propri percorsi interiori ed è più o meno facilitata ad innamorarsi; ogni persona, inoltre, appare "trainata" da fattori diversi: c'è chi si fa ammaliare dal fisico o dal carattere, chi cerca un partner per colmare un vuoto interiore e chi cerca, invece, semplicemente un compagno di vita...
Quasi ogni amore nasce claudicante e cammina goffamente sulle proprie stampelle; ma tutti, o quasi tutti, hanno la possibilità di colmare con il tempo le mancanze e diventare amori veri, profondi e completi. Per questo servono due ingredienti: il tempo e l'impegno.
Il vero discrimine per capire se un amore può sussistere, infatti, è dato dalla disponibilità di una persona a impegnarsi: e poi si vedrà.
Dunque non possiamo pretendere, mentre ci stiamo innamorando, che l'altra persona provi sentimenti allo stesso livello. E non possiamo fare di questo tema un'ossessione. Possiamo però vedere se il partner ci concede il suo tempo e se mostra di essere aperto al mondo degli affetti e interpretare il più razionalmente possibile i segnali che ci manda.
Due nemici da tenere a bada, quando si inizia una relazione, sono l'insicurezza e la fretta. È dimostrato scientificamente ed empiricamente che, quando ci si innamora, il cervello è continuamente impegnato a pensare alla persona amata; è del tutto normale, allora, che questi pericolosi nemici si intromettano nei nostri pensieri.Forse, a volte, dovremmo permetterci di pensare un po' meno, ovvero di imparare a sentire con il corpo e con l'anima, più che col cervello, il piccolo miracolo che sta accadendo.
L'amore è rapace, si potrebbe dire, e pretende sempre di più: ma un amore appena nato dovrebbe essere gestito con poche pretese, molto tatto e molta cura.
Al netto di possibili segnali reali di rifiuto, che sono facilmente comprensibili e interpretabili, proviamo dunque a dare al partner un po' di fiducia.
Non scocciamoci subito di fronte a persone che percepiamo più "lente" di noi. Proviamo a valutare la disponibilità dell'altro più che a misurare (cosa impossibile) astratti livelli di amore o non-amore.
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