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    Gli uomini hanno paura, le donne idealizzano
    Uomini e donne hanno diversi modi di intendere la paura di amare: vediamo quali.

    In una società dinamica e stratificata come la nostra, l'amore non è più "semplice" come un tempo. Esiste una molteplicità di relazioni che è possibile sperimentare, un'ampia libertà nel seguire le proprie inclinazioni e i propri istinti, ed esistono anche nuovi ostacoli alla felicità relazionale.

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    Curiosamente, ma non troppo, le nuove trappole che ostacolano l'amore sono mentali, interiori, e appaiono diverse tra uomini e donne.

    Sembra, infatti, che la paura di amare - tratto tipico del nostro mondo moderno occidentale - si riversi in due tendenze - una idealizzante e una evitante- distinte per sesso biologico: gli uomini hanno paura, le donne idealizzano. Il mix di questi elementi può costituire una vera e propria bomba, in grado di far franare le relazioni prima ancora che si instaurino.

    • Paura maschile 

    La paura che domina il maschio è definibile come "paura dell'impegno". Ognuno declina questa sensazione a modo suo, ma con risultati simili: irrigidimento, atteggiamento ipercritico nei confronti delle donne, tendenza a saltare da una relazione all'altra, mania del controllo, rifiuto della sensibilità.

    Secondo lo psicanalista Juan David Nasio, questo atteggiamento nasce da una paura inconscia di tradire la propria madre; in sostanza, l'uomo tenderebbe a utilizzare anche in età adulta la propria madre come paradigma assoluto di donna, rifiutandosi di accettare che qualsiasi altra persona possa conquistare il primato che essa detiene nel suo cuore. Gli uomini si sentono incapaci di provare per altre donne l'affetto contraddittorio ma completo che riservano alla propria genitrice e restano affettivamente bambini. 

    • Idealizzazione femminile 

    Non va molto meglio alla donna, che riveste tipicamente i panni della principessa nel castello solitario. La donna moderna attende ancora il principe azzurro, colui che si farà carico di tutte le sue paranoie e risolverà le sue nevrosi, un "padre" protettivo.

    Questo atteggiamento si riscontra anche in donne che vivono esistenze libere e indipendenti sul piano pratico e che si rifiutano perciò di ammettere questa tendenza prendendola per un insieme di sfortune, di colpi della sorte, o accusando il genere maschile.

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    Gli uomini sono considerati dei traditori immeritevoli di rispetto, ma ciò che spesso viene tradita non è la donna, sono piuttosto le sue fantasie infantili.

    Anche le femmine, dunque, fanno e disfano continuamente le relazioni, senza voler ammettere di essere guidate da un'illusione irrealistica.

    • Ritrovare una via matura alle relazioni 

    Non è possibile costruire storie d'amore "vere" né migliorare il tessuto sociale finché non si avranno una crescita e una liberazione dalla condizione infantile nella quale gli adulti moderni ancora vivono. Nessuna relazione, che si tratti della storia di una notte o di un matrimonio, potrà mai essere veramente appagante finché non sarà vissuta in modo maturo, libera dalle fantasie tipiche dell'infanzia che ancora dominano sugli uomini e le donne. Liberarsi dalla madre e dal padre interiori significa iniziare a vedere veramente la realtà per come è e gli esseri umani nella loro completezza e complessità.

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     Commenti (2)
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    1. matisol51, Roma (Lazio)
      Stiamo Cercando solo delle giustificazioni laddove la verità è ben diversa, l'uomo non si vuole impegnare perché è solo tutto più semplice. Ha bisogno solo di sanare una pulsione sessuale,, che si può fare non impegnandosi e tutto è facilmente realizzabile perché ci sono tante donne disposte a farlo. Tutto è semplicemente riconducibile ad una perdita di valori che pervade il ns modo di pensare, la società moderna. E per la donna è esattamente uguale, fermo restando la sua necessità di riprodursi che la spinge a trovare un solo uomo che idealizzera', per il suo obiettivo, ma che poi vedrà per quello che e', e sarà portata a lasciarlo o più semplicemente tradirlo.
    2. livi0, Torre A Mare (Puglia)
      lo confesso, non ho voglia di "impegnarmi", ma non per paura, scarsa sensibilità, un senso critico ipertrofico o rigidità personale, anzi esattamente il contrario. Trovo l'universo femminile infinitamente vasto e mi piace esplorarlo mettendo in gioco ogni volta ragione e sentimento, senza però generare disillusioni. Questo non vuol dire superficialità o ricerca di un piacere effimero senza coinvolgimento, piuttosto non voler rinchiudere una relazione all'interno di uno schema già definito. L'idea è di considerare l'esistenza come un lungo viaggio dove persone diverse posso liberamente scegliere di fare un percorso in comune, senza il requisito dell'unicità del proprio compagno di strada. Finito è il tempo, per me, della costruzione di una famiglia, credo che questa stagione sia quella dell'autenticità dei sentimenti che non devono piegarsi alle logiche di una 'convivenza civile', sempre nel rispetto del sentire di ognuno, meglio piuttosto una dorata solitudine.
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