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    Psicologia del pettegolezzo
    Quando e perché nasce il pettegolezzo? A cosa serve? A che orizzonte psicologico corrisponde la figura del pettegolo? Le donne sono più portate al chiacchiericcio rispetto agli uomini?

    Il pettegolezzo, cioè il parlare alle spalle degli altri tirando in ballo "gossip" e dettagli privati è un'attività diffusa da tempi immemori e resa recentemente più agevole (non più pervasiva) dall'invenzione dei Social Network. Ma perché il pettegolezzo è così diffuso? Da dove nasce?

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    Secondo alcune teorie l'origine di questo diffuso mormorare risale addirittura alla preistoria e ha una importante funzione adattiva. La condivisione di particolari intimi di terze persone consente di "creare società", cioè di capire se la persona con cui parliamo sta dalla nostra parte, se possiamo fidarci di lei. La condivisione dei gossip crea un senso di sicurezza e di fratellanza, riduce il disagio sociale e l'ansia individuale e consente di avvertire un senso di comunità nel modo più semplice mai inventato dall'essere umano: contrapporre se stesso a qualcun altro, scegliersi dei nemici in modo da farsi degli amici.

    Detto ciò, a tutti noi è capitato prima o poi di condividere gossip su terze persone, ma si capisce che chi fonda la propria vita sul pettegolezzo e usa le vite degli altri per dare dignità alla propria ha un mondo interiore piuttosto povero. Infatti, nella conversazione con una persona pettegola prevalgono sempre i dati esterni ed esteriori rispetto a quelli interiori: una "estroversione" che nasconde un senso di vuoto e una scarsa capacità di guardarsi dentro. Forse il pettegolo tenta di fuggire dalle proprie inquietudini personali trasferendo tutta la sua attenzione nelle vite degli altri, fino al punto di spiarli maniacalmente.

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    Quando parliamo di pettegoli non pensiamo solo alle vecchiette di paese: si stima che in ambito lavorativo il 70% dei discorsi sia basato sui gossip privati. Questo chiacchierare ha in ambito sociale una serie di funzioni, oltre quelle già menzionate: scarica lo stress e l'aggressività, dà un senso di sicurezza e consente di catturare l'attenzione degli altri, ponendo la persona come membro autorevole del gruppo.

    Alcuni pettegolezzi sono innocenti e privi di conseguenze, pensiamo ad esempio alle chiacchiere sul comportamento dei Vip, i quali sono lontani, irraggiungibili e idealmente immuni al nostro chiacchierare. Altri pettegolezzi, invece, sono pericolosi perché possono trasformarsi in diffamazioni o iniziare a circolare senza controllo, rovinando la reputazione del protagonista delle chiacchiere. Se le chiacchiere dilagano oltre misura possono rappresentare un trampolino verso forme di esclusione ben più dure come il bullismo e il mobbing. Per questo è bene tenere sotto controllo l'istinto di sparlare per approdare a modalità di approccio più mature e rispettose.

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    È vero che le donne sono più portate al pettegolezzo rispetto agli uomini? Culturalmente parlando, sì: le chiacchiere sul conto di altri sono un modo per scaricare l'aggressività in maniera segreta e passiva e rappresentavano perciò una tecnica con cui le donne di un tempo potevano salvare la loro rispettabilità pur dando sfogo ai propri istinti. In realtà, la tendenza a spettegolare è una caratteristica psicologica personale e non è in nessun modo correlata al genere sessuale.

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