21 dicembre, la notte più lunga dell’anno
Il 21 dicembre 2021, solstizio d'inverno, ha segnato la notte più lunga dell'anno nonché l'inizio dell'inverno astronomico, quindi il minor numero di ore di luce e la fine dell’autunno nell’emisfero boreale.
Contrariamente a quanto detto da un proverbio popolare, non è Santa Lucia, ovvero il 13 dicembre, il giorno più corto che ci sia, anche se la differenza è davvero minima ed è legata all'ora del tramonto. Tecnicamente, infatti, se il 13 dicembre il Sole è restato sopra l'orizzonte per circa 9 ore e 10 minuti, la durata del giorno- o più precisamente delle ore di luce- del solstizio d'inverno 2021 è stata di 9 ore e 7 minuti, motivo per cui possiamo dire che quest'ultimo sia stato il giorno più corto dell'anno.
Link sponsorizzato
Anche se quest'anno il solstizio d'inverno è caduto il 21 dicembre, bisogna tener presente però che la data non è fissa ma può anche cambiare e coincidere con il 22 dicembre, come succederà nel 2023, e che dall'altra parte del mondo, cioè nell'emisfero australe, nelle giornate del 21 o 22 dicembre si verifica in realtà il solstizio d'estate che dà inizio alla stagione estiva.
Fin dall'antichità, sono tante le popolazioni che hanno attribuito a questo fenomeno astronomico significati particolari, a partire da quello della rinascita, ispirato proprio dal Sole e dell'aumento progressivo delle ore di luce in seguito al 21 dicembre.
Il sito archeologico di Stonehenge, in Inghilterra, è senza dubbio uno dei posti più tradizionali dal quale osservare il percorso del Sole durante questa giornata, ma la storia del solstizio d'inverno include anche alcune feste importanti celebrate in passato, come i Saturnali nell'antica Roma o la festa Dies Natalis Solis Invicti (ovvero Giorno di nascita del Sole Invitto), che l'imperatore Aureliano fissò il 25 dicembre e che quindi viene spesso associata al Natale.
Link sponsorizzato
Il solstizio d'inverno, oltre ad essere un momento simbolico di passaggio tra due stagioni è un vero e proprio fenomeno astronomico che coinvolge i movimenti del Sole e della Terra. È prima di tutto il significato della parola solstizio a spiegare cosa succede esattamente nel giorno in cui comincia l'inverno dal punto di vista astronomico. I due termini "sol" e "sistere", che significano rispettivamente "Sole" e "fermarsi", compongono, infatti, la parola latina solstitium, che può essere tradotta con l'espressione "Sole che si ferma", dato che in questa occasione il Sole dà l'impressione di arrestarsi, raggiungendo il punto più basso e quindi l'altezza minima possibile sull'orizzonte a mezzogiorno. Inoltre, l'arco seguito dal Sole durante il giorno, dall'alba al tramonto, è il più breve in assoluto: è per questo motivo che il solstizio d'inverno corrisponde con il giorno più corto dell'anno in termini di ore di luce nell'emisfero boreale, mentre la notte raggiunge la sua durata massima.
Ciò è reso possibile dal fatto che la Terra abbia un asse di rotazione inclinato di 23,27 gradi rispetto al cosiddetto piano dell'eclittica, che è quello su cui giace l'orbita terrestre e che corrisponde con il percorso apparente del Sole in un anno, anche se è il nostro pianeta che in realtà si muove intorno alla stella seguendo quello che chiamiamo moto di rivoluzione. L'inclinazione fa sì che il Polo Nord e il Polo Sud terrestri siano orientati in direzione del Sole per sei mesi ciascuno, dando vita all'alternarsi delle stagioni. Dal 21 giugno al 21 dicembre, cioè durante l'estate e l'autunno, l'emisfero settentrionale è quello più inclinato verso il Sole e dunque gode di un'irradiazione più diretta dei raggi solari, che invece dal solstizio d'inverno in poi iniziano ad arrivare più obliqui, riscaldando di meno questa fetta del nostro pianeta nella quale, non a caso, comincia la stagione più fredda.
Tutto questo influisce sulle ore di luce, che raggiungono la loro durata minima durante il solstizio d'inverno, per poi ricominciare ad aumentare gradualmente a partire dal 22 dicembre e fino al 21 giugno, ovvero in occasione del solstizio d'estate che rappresenta anche il giorno più lungo dell'anno. In mezzo ai due solstizi, rispettivamente il 20 marzo (o 21) e il 22 settembre (o 23), troviamo poi l'equinozio di primavera e l'equinozio di autunno, due giornate nelle quali la durata del dì e della notte è identica.
Link sponsorizzato
Infine, un’ultima curiosità. A Stonehenge si trova un monumento che nei giorni del solstizio d'inverno e di quello estivo, in momenti precisi della giornata, appare perfettamente allineato al Sole, una particolarità che ha portato diversi studiosi a ipotizzare che questo luogo fungesse nell'antichità da calendario astronomico.
Per piacere inserisci un commento
Grazie per aver immmesso il tuo commento!
Il commento verrà validato dai moderatori e poi pubblicato
Grazie per aver immmesso il tuo commento!
Il commento verrà validato dai moderatori e poi pubblicato