L’attrazione che esercitano i soggetti “tossici” è un argomento decisamente interessante. A prima vista e con un atteggiamento razionale sembra impossibile che così tante persone cadano nella rete delle relazioni sbagliate: viene da chiedersi se ci siano delle motivazioni psicologiche nascoste e in effetti ci sono. Scopriamole insieme.
Le persone sono per natura predisposte a ricercare i rapporti sociali. Il punto è che chi si è trovato situazioni di carenza affettiva, magari durante l’infanzia o in un periodo delicato della vita, è più propenso a cercare di colmare questo vuoto attraverso relazioni all’inizio molto intense (love bombing) ma che poi si rivelano disfunzionali. La ricerca dell’amore “a tutti i costi” può spingere poi alcune persone a idealizzare il partner tossico, convincendosi erroneamente di poterlo cambiare. Questa tendenza a credere che l’amore possa vincere tutto può predisporre all’attrazione verso persone dannose e manipolative, nella convinzione di poter “guarire” il “cattivo ragazzo/a”.
Le dinamiche presenti nella famiglia d’origine sono determinanti per lo sviluppo delle future relazioni di una persona. Chi è cresciuto, ad esempio, in un ambiente dominato dal conflitto, può accettare le stesse dinamiche all’interno dei suoi rapporti d’amore: la convinzione che litigare sempre e alzare la voce sia “normale” è difficile da eradicare. Oltre a ciò, capita spesso che le persone si sentano attratte da una figura che ricalca quella del genitore o del cargiver della loro infanzia: se questi era una persona fredda e distante o addirittura manipolativa ecco che si va a cadere facilmente in relazioni dalle dinamiche disfunzionali.
Le persone dotate di scarsa autostima possono sentirsi indegne di amore e di affetto e sono più propense creare rapporti con soggetti che confermino questa visione negativa di loro stesse. Inoltre le persone con poca autostima sono per natura fragili e possono finire nelle “grinfie” di qualcuno che sfrutti la loro debolezza, manipolandole e intrappolandole nella dipendenza emotiva.
A volte le persone tossiche attraggono in quanto “difficili” e inafferrabili, esercitando un particolare fascino sugli amanti del rischio e della sfida. La lotta per ottenere attenzioni e affetto può dare una carica di adrenalina che si trasforma in una sorta di droga per chi è attratto dalle persone ambigue e sfuggenti.
Non tutte le relazioni tossiche si rivelano subito come tali, anzi, spesso iniziano come rapporti “da favola”. Ma perché una volta riconosciuto che l’idillio era solo una falsità si fa così fatica a chiudere la relazione? Un motivo può essere la forte paura dell’abbandono e della solitudine. Chi è particolarmente terrorizzato dall’idea di rimanere solo potrebbe infatti accettare una relazione dominata dall’infelicità pur di non fronteggiare la sua paura più grande.
Come abbiamo avuto modo di vedere, si cade nella rete delle relazioni tossiche per una serie di motivi complessi e radicati nel profondo della psicologia individuale.
Come uscirne? Questa è la grande domanda. Sicuramente sviluppare autostima, autonomia emotiva e consapevolezza delle proprie motivazioni può aiutare chi si trova intrappolato in un rapporto tossico a liberarsene e riprendersi la sua vita.
Ma come si sviluppano queste qualità? Un buon modo può essere affrontare un percorso psicologico o di crescita personale, affiancandosi nel frattempo a persone positive come gli amici e la famiglia per ricevere aiuto e sostegno.
Affrancarsi da una relazione tossica non è facile ma già conoscere le motivazioni per cui si tende a cadere in questo tipo di rapporti è un buon punto di partenza per dare avvio al processo di guarigione.