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    Gemelli: simili, ma non uguali
    La scienza ci rivela che i gemelli omozigoti, pur essendo quasi uguali, non lo sono del tutto.

    I gemelli sono speciali prima di tutto perché sono una rarità. Si stima che nel mondo avvengano 3-4 gravidanze gemellari ogni 1000. Di queste, quasi due terzi riguardano gemelli dizigoti, mentre solo un terzo gemelli omozigoti. Il fatto che questi dati siano costanti in tutto il mondo induce a pensare che contino poco i fattori ambientali o genetici della singola famiglia, ma che entrino in gioco meccanismi biologici specifici.

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    I gemelli monozigoti sono tali perché, nelle primissime fasi dello sviluppo, l’ovulo fecondato si divide in due embrioni distinti. Questo evento può collocarsi in momenti diversi, originando diverse tipologie di gemelli monozigoti:

    • Bicoriali-biamniotici: quando la divisione avviene tra 0 e 3 giorni dalla fecondazione i feti si formeranno in due placente e due sacchi amniotici distinti.
    • Monocoriali-biamniotici: quando la divisione avviene tra 4 e 8 giorni i gemelli si svilupperanno in una placenta unica ma in sacchi amniotici distinti. Questa è la forma più comune.
    • Monocoriali-monoamniotici: quando la divisione avviene a partire da 8 giorni dopo la fecondazione gli embrioni vanno a condividere lo stesso sacco amniotico, all’interno della stessa placenta. Questa condizione è più rara e può portare a rischi durante la gravidanza.

    Le gravidanze gemellari non sono esenti da rischi. I principali sono:

    • Trasfusione feto-fetale, che riguarda il 10-15% delle gravidanze gemellari
    • Parto prematuro
    • Restrizione della crescita intrauterina: uno dei feti può crescere meno dell’altro
    • Intreccio dei cordoni, che porta rischi significativi

    Ecco perché, quando si aspettano dei gemelli, è importante tenersi attentamente controllate.

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    Ma veniamo al punto del nostro discorso: i gemelli monozigoti sono davvero uguali? Si è sempre pensato che i bambini nati da uno stesso ovulo condividessero lo stesso DNA, ma non è proprio così. Qualche differenza, infatti, si può trovare. Secondo una ricerca del 2021, già poco dopo le prime divisioni cellulari si possono verificare delle mutazioni genetiche che renderanno i nascituri un po’ diversi. La ricerca individua una media di 5,2 differenze genetiche insorte precocemente.

    C’è poi la variabilità epigenetica, che determina quanto determinati geni possano “attivarsi” o “disattivarsi” pur in presenza di un DNA quasi identico. Questo spiega perché anche i gemelli omozigoti possono mostrare differenze visibili nell’aspetto, nel carattere e nella predisposizione a eventuali malattie.

    Crescere dei gemelli può essere difficile: i genitori spesso hanno l’impressione di non avere abbastanza tempo da dedicare a ciascun figlio. Nell’educazione è molto importante lasciare a ciascun figlio il suo spazio, permettendogli di “differenziarsi” dal fratello.

    La difficoltà nel distinguere un bambino dall’altro non dovrebbe essere enfatizzata, ma anzi combattuta. Molti genitori vestono i bambini gemelli in modo identico, o con gli stessi capi scelti in colori diversi. In realtà sarebbe meglio scegliere vestiti del tutto distinti, per evitare l’imbarazzo. Pure il taglio dei capelli, se possibile, dovrebbe essere differente per permettere subito l’individuazione anche da dietro.

    Ormai nella maggior parte delle scuole collocare i gemelli in classi diverse è di default. I bambini hanno il diritto di crearsi un proprio mondo, fatto di esperienze e amicizie uniche.

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    Essere gemelli può rivelarsi difficile, perché costruire una propria identità separata da quella del fratello o sorella richiede molta più pazienza. Ma è, allo stesso tempo, un’esperienza molto profonda.

    E voi, siete gemelli o ne conoscete?

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