Ci sono persone che succhiano la nostra energia, come i vampiri succhiano il sangue. Parliamo con loro e ci sentiamo stranamente esausti, svuotati. La loro compagnia non ci rende allegri, ma stressati. Queste persone sono comunemente chiamate “vampiri emotivi” e purtroppo non è infrequente incontrarle. La metafora del vampiro non è casuale: questa creatura mitologica si nutre di sangue umano, ne ha bisogno per sopravvivere, al pari di queste persone che non lo sanno, ma hanno bisogno di noi. Hanno bisogno di sfogarsi, di controllare, di lamentarsi, di vittimizzarsi, di manipolare, perché non sanno come vivere in un altro modo. Il problema è che il loro atteggiamento, ovviamente, è disfunzionale.
La figura del vampiro emotivo è stata studiata dallo psicologo clinico Albert J. Bernstein, che ha individuato diverse categorie:
I vampiri emotivi si riconoscono a istinto: quando le interazioni risultano sempre difficili e lasciano un senso di esaurimento, significa che si è di fronte a una persona che agisce secondo questo schema mentale. I “vampiri” possono cambiare umore velocemente, lasciando destabilizzato il loro interlocutore; possono avere difficoltà a rispettare i confini e risultare invadenti; possono mantenere controllo e attenzione usando strategie poco pulite, come la manipolazione e la svalutazione.
Avere a che fare frequentemente con un vampiro emotivo non è facile. Il primo segnale è la stanchezza, ma possono essere presenti anche sintomi fisici correlati allo stress, come mal di testa e persino orticarie.
Cosa si può fare quando si è di fronte a un vampiro emotivo? Ecco alcune strategie pratiche:
I “vampiri” sono noti per invadere i confini delle altre persone, rubando loro tempo, risorse e privacy. Cosa puoi fare?
Se ciò significa inventarsi delle scuse per cavarsi d’impaccio… ti perdonerai.
I vampiri energetici non esauriscono solo quando sono presenti. Potresti portarti dietro il peso dei loro problemi e rovinare anche il resto della tua giornata.
Alimenta il tuo sano amor proprio e ripetiti che non tutti i drammi degli altri ti riguardano.
Adotta strategie pratiche di compensazione dopo essere stato a contatto con un “vampiro”. Non arrivare al burnout, ma cerca di fermarti prima.
Ricorda: limitare il potere dei vampiri emotivi non significa diventare rudi e insensibili, ma significa proteggere la propria anima da quelle che sono delle vere e proprie aggressioni, seppur mascherate e a volte giustificate dalla fragilità emotiva del soggetto.
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