Quando pensiamo alla parola “trauma” ci viene in mente un evento catastrofico a livello psicologico: un vissuto di guerra, di fame, di violenza, oppure un incidente o un lutto grave. Ma non tutti i traumi sono così. Oggi alcuni esperti parlano di microtraumi, piccole ferite che si ripetono nel corso del tempo e sollecitano le parti fragili della psiche, e che possono anche portare a crolli emotivi.
Già Freud era convinto che quella che chiamava nevrosi traumatica fosse il risultato di traumi molto seri, ma sosteneva che la cosiddetta isteria fosse provocata invece da traumi “parziali”. Nossrat Peseschkian, nel 1977, fu il primo a coniare la parola “microtrauma” per descrivere esperienze dolorose di basso impatto relativo, ma con il potere di accumularsi nel tempo e lasciare ferite profonde.
Un esempio semplice che spiega la differenza tra trauma e microtrauma è questo: subire un incidente che intacca la colonna vertebrale (trauma) può bloccare una persona, ma anche caricarsi di troppi pesi per anni (microtrauma) può portare, alla lunga, a non muoversi più.
Molti microtraumi psicologici sono socialmente normalizzati e non scandalizzano nessuno. Un bambino che viene costantemente zittito, ad esempio, non suscita particolare pietà, ma può sviluppare un profondo senso di insicurezza. Tante umiliazioni risultano invisibili a un occhio esterno, ma diventano pesanti per chi le riceve.
Ecco alcune situazioni che potrebbero trasformarsi in microtraumi:
I microtraumi hanno effetti importanti sulla psiche, anche se non vengono quasi mai riconosciuti come tali. Le vittime di microtraumi possono sviluppare, ad esempio, un’autostima fragile. Possono anche vivere in un costante stato di allerta emotiva, perché hanno paura che le ferite si riaprano. Molti adulti che da bambini sono stati ignorati, umiliati o zittiti possono avere difficoltà a riconoscere le emozioni perché sono sempre stati disconnessi dal loro stato emotivo. I microtraumi possono anche provocare una tendenza all’autosabotaggio e una difficoltà nei rapporti con gli altri. Anche ferite che a una prima occhiata non sembrano così gravi possono condurre a una paura dell’intimità, a una remissività eccessiva, a un atteggiamento difensivo ingiustificato.
È possibile curare i microtraumi? Certamente. Per farlo è necessario:
Commenti