Quanti corsi di laurea disertati, quante lezioni di inglese mollate, quante iscrizioni in palestra che non vengono utilizzate… a tutti è capitato di lasciare interrotto qualcosa. Ma se stai leggendo questo articolo, se ti interessi al tema, è probabile che questi stop nella tua vita siano frequenti. Hai la sensazione di iniziare tante cose e non finirne nessuna e ciò ti tormenta. I sensi di colpa sono quasi inevitabili. L’impressione di non andare da nessuna parte genera angoscia e magari, dall’esterno, piovono pure accuse di mancanza di volontà. Ma sai che potrebbe esserci una causa psicologica profonda (e non è pigrizia)?
Tieniti forte. È probabile che se inizi mille cose e non ne termini una tu sia un gran perfezionista. Sì, esatto. Le persone che svolgono linearmente dei percorsi, dall’inizio alla fine, accettano rischi che potrebbero intaccare l’autostima. All’inizio, nessuno è capace; nello svolgimento si verificano battute d’arresto e a volte si torna indietro; spesso, pur progredendo, il traguardo si sposta sempre una spanna più in là. I risultati poi sono altalenanti e quando occorre esibirli (anche solo a un personal trainer, a un insegnante o a un capo) potrebbe innescarsi la vergogna.
I perfezionisti hanno paura di tutto questo. Se ciò che iniziano non è immediatamente perfetto scatta subito l’ansia. Pretendendo così tanto da se stessi, possono finire per abbandonare pur di non provare vergogna per risultati poco all’altezza.
Tutto ciò diventa un problema se spegne la passione per cose che potrebbero rendere la vita più colorata. L’ansia da prestazione è una cattiva consigliera quando provoca condotte di evitamento. Ogni progetto, pure entusiasmante all’inizio, finisce nel cassetto e il senso di insoddisfazione peggiora, intaccando l’autostima anche più di quanto farebbe qualche piccolo fallimento.
Ma chi inizia e mai finisce, a differenza del “perfezionista-tipo”, ha un dono: quello dell’entusiasmo. Non si limita a rimanere tranquillo nella zona di comfort, cerca invece continuamente di forzarla. Il fatto che spesso non ci riesca non significa che le possibilità non ci siano. Esistono persone con poche passioni (cosa onorabilissima) e poi esistono i cosiddetti multipotenziali, che hanno interessi e talenti diversificati. Sono proprio i multipotenziali che spesso abbandonano progetti in corso (stavolta per una causa diversa: sono attratti da troppe cose). La capacità di vivere forti passioni, o comunque degli entusiasmi, è centrale in un mondo dove la temperatura emotiva tende sempre ad appiattirsi.
Cominciare a “chiudere i cerchi” non è semplice e richiede un grande sforzo cognitivo. Premettendo che non tutto ciò che si inizia deve per forza finire, ci sono alcuni trucchi che possono aiutare:
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