Secondo un recente sondaggio condotto negli Stati Uniti su oltre 12.000 giovani, sempre più persone si identificano come LGBTQ+. Un dato che rispetto al passato segna un picco: parliamo di circa il 7,6% della popolazione. Ma il dato che sorprende di più riguarda le donne: circa il 30% delle ragazze della Gen Z si identifica come lesbica (5,4%) o bisessuale (20,7%).
Pare che oggi le donne abbiano meno remore nell’identificarsi come lesbiche o bisessuali. Se guardiamo alle generazioni più grandi, la tendenza è invertita, con una maggioranza netta di uomini che hanno fatto coming out. È naturale chiedersi il perché di questi dati.
Secondo gli osservatori sembra che un ruolo fondamentale sia giocata dall’aumentata accettazione sociale dell’omosessualità o della “queerness”. Nel 2007 il 50% degli statunitensi sosteneva che l’omosessualità dovesse essere accettata nella società, mentre nel 2024 la pensava così il 67%.
Non siamo di fronte a una “epidemia di omosessualità”, ma a una naturale stabilizzazione dei dati, che sembrano piano piano sempre un po’ più vicini alla realtà. Ci spieghiamo meglio: in passato essere mancini era visto come un difetto da correggere. Quando il mancinismo iniziò a essere considerato normale, si assistette a una “esplosione” di persone che preferivano usare la sinistra. Non era una moda e non era un’epidemia: oggi il dato si è stabilizzato. La stessa cosa accadrà quando finalmente i pregiudizi e le violenze nei confronti della comunità LGBTQ+ avranno fine. Molte persone trovano oggi il coraggio di dichiararsi diverse perché vivono in contesti che permettono loro di farlo.
Ma perché a essere più esposte sono le giovani donne? Questo dato potrebbe dipendere dai social media. Le ragazze attive su Instagram e Tiktok sono di più rispetto ai ragazzi e, secondo alcuni report, le donne LGBTQ+ sono più immerse nel mondo social rispetto alle donne eterosessuali. Molte si dedicano anche all’attivismo per raccontare e normalizzare il loro orientamento. L’apertura pubblica e la presenza di una rete di supporto virtuale aiutano il processo interiore che porta al coming out.
C’è infine un altro elemento che vale la pena di sottolineare. Oggi fare parte di una comunità oppressa è diventato per molte persone motivo di orgoglio. È quasi un segno di status sociale progressista, un’identità utile da indossare. Non parliamo delle lesbiche, più limitate nel numero, più esposte e più coinvolte, ma a volte viene il dubbio che tante donne che si dichiarano bisessuali lo siano realmente. Questa è una domanda che lasceremo aperta.
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