• Feed
  • Magazine
  • Online ora
  • Ricerca
  • Email
  • Chat
  • Visite
  • Voti
  • Amici
  • Lista nera
  • Nuovi iscritti
  • Ultimi accessi

  • Accesso Aree Riservate
  • Mia Area
  • Aree altri utenti

  • Mio Profilo
  • I miei post
  • La mia scheda
  • Mie foto pubbliche
  • Mie foto riservate
  • Mio partner ideale
  • Miei avvisi
  • Mio account

  •  
  • Condividi Nirvam
  • Esci


  • Contattaci
    Consigli utili
    Condizioni d'uso
    Privacy Policy
    Cookie Policy

Chiudi
Annulla Confermo
Notifiche ai Post
    I 30 anni sono i nuovi 20, ma non nel senso di feste e sbornie
    Le tappe che i ventenni di una volta raggiungevano presto oggi sono nell’agenda dei trentenni. Un decennio di ritardo, ma ci sono dei perché.

    Forse i trent’anni sono sempre stati visti come un’età “rampante”, perché è il momento in cui ci si consolida, si ha abbastanza esperienza per contare qualcosa e abbastanza gioventù per cercare la ribalta. Ma oggi avere trent’anni è diverso da come poteva essere decenni fa. La società è cambiata, migliorando per certi versi e peggiorando per altri, e tante conquiste che i genitori ottenevano prima sono raggiunte dai figli con un decennio di ritardo.

    Link sponsorizzato

    A trent’anni si è adulti, si è vissuto. Alcuni entusiasmi si sono spenti, di alcune pazzie non si ha più voglia, si è già stati delusi almeno una volta e anche il corpo, piano piano, inizia a cambiare. Ma questo non riguarda ogni aspetto della vita né coinvolge tutti.

    Pensiamoci. Un buon lavoro? Oggi a vent’anni è quasi assurdo. Eccesso di specializzazione, competizione esagerata, stage non retribuiti, mancanza di opportunità, primi lavori che richiedono esperienze impossibili da avere… se nel passato si poteva uscire dalla scuola o dall’università e avere una possibilità di trovare subito l’opportunità giusta, oggi tutto questo arriva molto dopo, magari intorno ai trenta.

    Una casa tutta propria? Utopia, a meno che non siano i genitori a mettere mano al portafogli. I trentenni di oggi sono, in generale, una generazione molto più povera di quella che li ha preceduti, e il posto fisso (un buon posto fisso) è la precondizione irrinunciabile per un mutuo. Se il primo lavoro vero arriva a trent’anni, anche il pensiero di costruirsi un nido è posticipato. Molti giovani lasciano la casa dei genitori proprio intorno a questo periodo, se prima non si sono trasferiti per studiare.

    L’amore? Negli ultimi decenni sono cambiati i costumi, influenzati forse anche dai fattori pratici che abbiamo affrontato prima. Se la possibilità di essere davvero adulti arriva dopo, arrivano dopo anche i pensieri di stabilità, la ricerca di relazioni significative.  Avere un figlio e una famiglia nel decennio dei venti oggi sembra strano. È buffo: biologicamente sarebbe l’età ideale, culturalmente un venticinquenne ci sembra un ragazzino.

    Link sponsorizzato

    E poi ci sono la moda, le culture e le subculture. Nelle serie TV del ventesimo secolo come Friends, Sex and The City, Seinfeld, ecc. si nota che l’abbigliamento dei trentenni è “adulto”, spesso abbastanza formale anche fuori dall’orario di lavoro. Oggi vedere un trentacinquenne in sneakers non suscita alcuna impressione, e nemmeno sembrano troppo fuori luogo mise gotiche o punk. E poi la generazione dei trentenni, per motivi che richiederebbero un approfondimento sociologico, appare molto ancorata alla propria infanzia (i cartoni animati, i videogiochi, i Pokemon…). In un mondo che sembra essersi rivoltato come un calzino, i mitici anni ’90 sembrano un eden di semplicità perduta.

    I trentenni di oggi subiscono molte pressioni perché sono i primi a non riuscire a eguagliare, né tantomeno a superare, i loro genitori in fatto di potere economico, stabilità e autonomia, ma spesso decidono di fregarsene e ammettono allegramente di essere adulti-non-adulti. Fisicamente appaiono più giovani dei trentenni degli anni ’80 e mentalmente è lo stesso. Per loro l’età della pienezza inizia adesso. E in fondo li si può capire, e in fondo non c’è niente di male.

    ARTICOLO GIORNO
    PRECEDENTE
    ARTICOLO GIORNO
    SUCCESSIVO
    RACCOMANDATI PER TE
    Le opere d’arte raccontano l’amore
    Cosa c’è dietro alle teorie del complotto
    Le “bugie scientifiche” a cui tutti credono


     Commenti
    Accedi o Registrati per inserire commenti e valutazioni.
    Replica:
    Per piacere inserisci un commento
    Grazie per aver immmesso il tuo commento!
    Il commento verrà validato dai moderatori e poi pubblicato
    Grazie per aver immmesso il tuo commento!
    Il commento verrà validato dai moderatori e poi pubblicato
    Vai ad inizio pagina