È molto limitante l’idea che noi umani abbiamo solo cinque sensi. Certo, i più importanti sono quelli maggiormente conosciuti: vista, udito, tatto, gusto e olfatto. Vi incuriosirà sapere che la moderna neurofisiologia ne riconosce ben di più, addirittura nove o dieci.
Un pensiero comune sui sensi, oltre al fatto che siano meno rispetto al reale, riguarda anche un metaforico “sesto senso”, che sarebbe l’intuizione. Oggi però vogliamo parlarvi del “settimo senso”, fondamentale per navigare nella vita, seppur sconosciuto: la propriocezione. Essa è la capacità di sapere dove si trova il nostro corpo nello spazio anche senza guardarlo.
Sembra qualcosa di astratto, ma in realtà la usiamo continuamente. Grazie alla propriocezione riusciamo a toccarci il naso a occhi chiusi, a salire le scale senza osservare ogni singolo movimento dei piedi, a digitare sulla tastiera quasi automaticamente o a camminare senza dover pensare a come muovere ogni muscolo.
Questo sistema a dir poco spettacolare funziona attraverso recettori presenti nei muscoli, nelle articolazioni e nei tendini, i quali inviano continuamente informazioni al cervello sulla posizione e sul movimento del corpo. È una specie di mappa interna aggiornata in tempo reale.
Tale senso non riguarda solo il movimento. La propriocezione contribuisce anche alla sensazione di presenza corporea, cioè alla percezione continua che il corpo sia “nostro” e occupi uno spazio preciso nel mondo. È uno degli elementi che rendono così naturale abitare fisicamente noi stessi.
Solo negli ultimi anni, quando è diventato di moda parlare del rapporto tra corpo e benessere mentale, la propriocezione ha iniziato a ricevere maggiore attenzione. Attività come yoga, danza, arrampicata o allenamento funzionale lavorano proprio sulla consapevolezza corporea e sulla capacità di percepire movimento, equilibrio e posizione nello spazio. L’obiettivo è abituare il cervello a “riascoltare” il corpo, capacità imprescindibile per tutti gli sportivi, gli attori e chiunque lavori sul movimento, ma pure per le persone comuni interessate a vivere in armonia.
Se la propriocezione non esistesse affatto, fare qualsiasi azione quotidiana risulterebbe molto difficile. Il nostro settimo senso davvero ci dona abilità fondamentali. Ma la cosa curiosa è che ci accorgiamo della propriocezione soprattutto quando qualcosa la altera. Solo quando siamo molto stanchi, quando ci gira la testa, quando perdiamo l’equilibrio o quando proviamo a muoverci al buio in un ambiente sconosciuto ci accorgiamo che la capacità di orientarci è importante.
Molte esperienze quotidiane dipendono da questo “senso invisibile”. Pensiamo a quanto automaticamente riusciamo a prendere un bicchiere senza dover calcolare ogni movimento, oppure a come il corpo corregga continuamente postura ed equilibrio senza che ce ne rendiamo conto. Il cervello svolge una quantità enorme di micro-aggiustamenti in modo del tutto automatico, basandosi sulla capacità propriocettiva.
Per questo alcuni disturbi neurologici o alcune alterazioni sensoriali possono risultare così destabilizzanti: quando il cervello riceve segnali incoerenti dal corpo, anche azioni molto semplici diventano improvvisamente difficili. Chi ha problemi di propriocezione risulta goffo, si fa male facilmente e potrebbe mettersi a rischio.
Vale la pena anche di riconoscere che grazie alla propriocezione noi ci rendiamo conto… di essere noi. Pensate a cosa accadrebbe se la capacità di sentirvi nel corpo sparisse completamente. È difficile da immaginare, ma potreste iniziare a sentirvi come dei fantasmi, senza più una vera percezione fisica. Se davanti a voi ci fosse uno specchio rischiereste di non riconoscervi, non perché non sappiate com’è la vostra faccia, ma perché non la sentireste muoversi. Non sapreste più dove vi trovate, se siete seduti o sdraiati… un’esperienza da incubo. Per questo dobbiamo essere grati al nostro “settimo senso”, che fa tanto per noi, pure se dietro le quinte.
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