Si sente parlare spesso di ansia e depressione in un’unica frase. Questo perché sono i disturbi mentali più comuni, ma anche perché non di rado si presentano insieme. Ma spesso si fa fatica a capire qual è la differenza, anche per mancanza di informazione.
Entrambe influenzano umore, energia, concentrazione e qualità della vita quotidiana, eppure non funzionano nello stesso modo. Capire la differenza può aiutare a leggere meglio ciò che si sta vivendo, evitando di ridurre tutto a un generico “sto male”.
Naturalmente nessun elenco online può sostituire una valutazione professionale, però ci sono alcuni segnali che, osservati nel tempo, permettono di distinguere abbastanza chiaramente le due condizioni.
L’ansia tende a mettere il corpo e la mente in uno stato di allerta continua: pensieri accelerati, agitazione, tensione fisica, difficoltà a rilassarsi. Anche quando non succede nulla di concreto, c’è spesso la sensazione che qualcosa possa andare storto da un momento all’altro.
La depressione, invece, è più associata a una perdita di energia generale. Non c’è tanto agitazione quanto piuttosto fatica. Anche attività semplici possono sembrare pesanti o prive di senso quando si soffre di questo disturbo.
In pratica, l’ansia tende a “iperattivare”, mentre la depressione tende a spegnere.
Chi soffre d’ansia spesso vive proiettato in avanti: anticipa problemi, immagina scenari negativi, sente il bisogno di controllare continuamente ciò che potrebbe succedere.
Nella depressione, invece, il focus è più legato a ciò che si prova ora: vuoto, tristezza, mancanza di motivazione, senso di blocco. A volte emerge anche una forte autocritica verso il passato, con pensieri di fallimento o inutilità.
L’ansia si manifesta frequentemente anche a livello fisico: tachicardia, tensione muscolare, respiro corto, nausea, difficoltà digestive, insonnia. Il corpo sembra costantemente “in preparazione” per qualcosa di brutto che deve accadere.
Nella depressione sono più comuni stanchezza persistente, sonnolenza o al contrario difficoltà ad alzarsi dal letto, sensazione di pesantezza fisica e perdita di energia. Anche il piacere legato al cibo, al sonno o alle attività quotidiane può cambiare molto.
Ovviamente esistono sovrapposizioni, ma la qualità della sensazione interna tende a essere diversa.
Chi soffre d’ansia di solito continua a desiderare le cose (stare bene, riuscire nel lavoro, mantenere relazioni) ma si sente bloccato dalla paura o dal sovraccarico mentale.
Nella depressione, invece, può comparire qualcosa di più difficile da spiegare: la perdita di interesse. Attività che prima coinvolgevano emotivamente iniziano a lasciare indifferenti. Non sempre c’è tristezza intensa; a volte c’è soprattutto assenza di coinvolgimento. Gli psicologi chiamano questo sintomo “aneidonia”, parola che deriva dal greco e significa mancanza di piacere
Questo è forse l’aspetto più importante da chiarire. Ansia e depressione non si escludono a vicenda. Molte persone sperimentano entrambe contemporaneamente: mente iperattiva e forte stanchezza, paura costante e sensazione di vuoto, agitazione mentale e mancanza di motivazione. Per questo cercare di “etichettarsi” in modo rigido spesso non aiuta molto, ma distinguere tra i sintomi di una condizione e dell’altra resta utile per prendere le adeguate contromisure.
Sembrerebbe strano che un disturbo che spinge all’accelerazione e uno che porta allo spegnimento possano essere contemporanei, ma uno studio pubblicato su National Institute of Mental Health ha evidenziato che disturbi d’ansia e depressione condividono numerosi fattori psicologici e biologici, motivo per cui la comorbilità tra le due condizioni è molto frequente.
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