Il tradimento viene spesso raccontato come una storia con due ruoli ben definiti: da una parte chi tradisce, dall'altra chi viene tradito. Uno ha fatto qualcosa, l'altro lo ha subito.
Al di là di ciò che accade quando il tradimento viene scoperto, è però interessante indagare l’altra parte della storia, quando una persona passa mesi o anni a interpretare un ruolo dentro la propria relazione.
Il partner sempre soddisfatto, la persona fedele perché deve esserlo, uno che non ha più desideri, dubbi o fantasie che non coincidano con quelle della coppia: ecco il “personaggio” più comune. Queste persone, dopo un po’, evadono a modo loro, tradendo, oppure continuano a comportarsi come se tutto andasse bene anche se non è vero.
Una delle idee più semplici sul tradimento è che chi tradisce non ami più il proprio partner, ma non è sempre così: le motivazioni dell'infedeltà sono diverse e non possono essere ricondotte a una sola causa. Spesso entrano in gioco insoddisfazione per la relazione, ricerca di novità, bisogno di conferme, difficoltà personali, opportunità, desiderio sessuale, rabbia o bisogno di sentirsi nuovamente desiderabili. Oppure, se si ha quella famosa maschera di cui abbiamo parlato, può esserci il desiderio di un luogo nel quale sperimentare una versione diversa di sé.
Magari con l'altra persona ci si sente più attraenti, spontanei, interessanti… non perché il partner segreto sia migliore ma perché permette di interrompere, almeno temporaneamente, il personaggio nel quale ci si è infilati. Ovviamente senza conseguenze.
Lungi da noi giustificare il tradimento, che resta comunque una scelta poco etica, ma dobbiamo capire perché alcune persone sono infedeli pur senza avere intenzione, almeno inizialmente, di lasciare il partner. Purtroppo le aspettative sociali ci condizionano talmente tanto da entrare anche in alcune relazioni, per cui nemmeno con la nostra persona del cuore ci sentiamo noi stessi.
Uno dei fini dell’amore è avere la possibilità di “denudarsi” l’anima, con le sue parti chiare e le sue parti scure, con le bizzarrie, le inquietudini… invece anche quando due persone che si vogliono bene sono sole in una stanza possono non riuscire a mostrarsi sinceramente.
Il tradimento, in certi casi, è piuttosto faticoso, perché mantenere una distanza tra ciò che si prova e ciò che si vede richiede energia. Bisogna ricordarsi cosa si è detto, evitare alcune conversazioni, nascondere messaggi, spiegare assenze. Ma anche prima che ci sia un tradimento vero e proprio si fa i conti con la fatica “originaria”, quella di vivere una relazione nella quale non ci si sente completamente autentici.
Attenzione: in questi casi il tradimento può essere uno degli esiti possibili, ma non è inevitabile. E soprattutto non è l'unico modo per rompere quella situazione.
Si può provare a riprendere in mano la propria identità togliendo la maschera, magari non all’improvviso ma piano piano. Iniziare a dire un no, iniziare a proporre qualcosa di diverso, parlare sinceramente dei propri gusti, bisogni e aspirazioni. A volte quando un ruolo cade si verifica la rottura (non si piace al partner per come si è), a volte l’amore sboccia di nuovo e più forte perché finalmente si capisce di avere di fronte una persona vera, con tutte le sue meravigliose unicità, invece di un cartonato sorridente.
Non sempre i tradimenti nascono dal vuoto, insomma, ma possono avere cause complesse che, se risolte, rendono una relazione da “piatta” a felice.
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