Capire se ci possiamo fidare di qualcuno è fondamentale, e vale tanto per lo sconosciuto quanto per il partner, tanto per il collega quanto per un cliente o fornitore. Ovviamente la fiducia si costruisce con il tempo e con il contatto, quindi spesso all’inizio si fa un investimento alla cieca, aspettando conferme.
Sarebbe bello potere avere almeno qualche indizio fin da subito, perché concedere fiducia a tutti porta inevitabilmente a mille delusioni. C’è un modo per indovinare con sufficiente approssimazione se qualcuno sarà affidabile?
Non esiste un test da fare al primo incontro, né un'espressione del viso che permetta di capire se abbiamo davanti una persona di cui fidarci. Dobbiamo per forza concedere il beneficio del dubbio per un certo tempo. Possiamo però osservare alcuni comportamenti “precoci” che danno informazioni utili.
Se la persona dice di fare una cosa e, nella maggior parte dei casi, la fa, abbiamo un elemento concreto su cui basare la nostra fiducia. Se invece promette continuamente e poi non mantiene, anche quando le conseguenze sono prevedibili, il comportamento racconta qualcosa.
La coerenza tra parole e azioni è probabilmente molto più informativa delle dichiarazioni che una persona fa su se stessa.
Un altro elemento da osservare è il comportamento nei confronti di soggetti dai quali la persona non ha nulla da ottenere. Come tratta un cameriere? Come parla di un ex collega? Mantiene gli accordi anche quando nessuno potrebbe controllarlo?
È proprio quando qualcuno non rischia niente che tende a rivelare la sua vera natura.
Paradossalmente, una persona affidabile non è necessariamente quella che sbaglia meno. È anche quella che, quando sbaglia, riesce a riconoscerlo.
Al contrario, dare sempre la colpa agli altri, trovare una giustificazione per ogni comportamento o cambiare versione quando viene fatto notare un errore può rendere difficile capire su cosa possiamo effettivamente contare. All’inizio il bersaglio è qualcun altro, ma dopo un po’ potremmo diventare noi.
Tutti noi, istintivamente, associamo l’imprevedibilità all’inaffidabilità, e in un certo senso abbiamo ragione. Una persona che ha continui sbalzi di umore, che un giorno ci aiuta con piacere e il giorno dopo ci insulta per aver chiesto, può essere amata profondamente ma non considerata una “spalla” su cui contare.
Molte persone fanno l’equazione puntualità = affidabilità, ma non è sempre il metro migliore per giudicare. Arrivare regolarmente in ritardo può indicare una certa difficoltà nel rispettare gli impegni. Ma una persona può essere pessima nella gestione del tempo e anche estremamente corretta quando si tratta di mantenere una promessa importante.
È quindi più utile osservare il comportamento nel suo insieme.
Ecco perché è molto difficile formarsi una prima impressione corretta quando si incontra una persona per la prima volta. Gli esseri umani sono molto veloci nel formarsi impressioni sugli altri e spesso attribuiscono grande importanza a segnali come sicurezza, cordialità e linguaggio del corpo. Purtroppo, questi segnali non sono sempre buoni indicatori dell'affidabilità reale.
Quando la posta in gioco è alta, conviene sempre dare più peso alla storia dei comportamenti che alla sensazione immediata.
Se dobbiamo affidare a qualcuno una responsabilità importante, per esempio, è più sensato verificare come ha gestito responsabilità simili in passato (nel caso delle relazioni, le vicende con gli ex…) piuttosto che chiederci semplicemente se "ci sembra una brava persona".
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