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    Che tipo di confine hai con il tuo partner?
    I confini che stabiliamo con gli altri possono essere soddisfacenti e sani, generatori di contatto e non di divisione; oppure possono essere insani e predisporci all'invadenza altrui o risultare troppo invalicabili per chi ci vuole conoscere. Capire che tipo di confine c'è tra noi e il partner ci aiuta a imparare qualcosa di più su noi stessi e ci permette di modificare le situazioni sgradevoli.

    Il confine tra due sentimenti, due persone, due proprietà è un concetto che potrebbe darci l'idea di divisione e di allontanamento, se non proprio di contrapposizione. Invece non è necessariamente così, e quando parliamo di confini psicologici ancor meno. Nel mondo delle relazioni sociali e affettive il confine è ciò che permette a due partner o a due amici di vivere insieme in modo sano e nel rispetto reciproco.

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    Secondo gli esperti, i confini psicologici si dividono in due tipologie:

    confini esterni: sono i confini sociali veri e propri, quelli che si stabiliscono tra le persone e contribuiscono a determinare la natura del legame. È ovvio che con il proprio partner i confini siano diversi rispetto a quelli che si stabiliscono con i colleghi di lavoro: ad esempio se un o una collega ti toccasse certe parti del corpo ti sentiresti abusato, mentre al partner lo permetti con piacere. Ma i confini non sono solo quelli fisici, che regolano l'accesso al tuo corpo e determinano cosa vuoi o non vuoi lasciar fare all'altro. Sono anche, e soprattutto, confini mentali. Questi determinano cosa sei disposto ad accettare e a tollerare da parte degli altri e cosa, invece, percepisci come invadenza o abuso.

    confini interni: i confini interni rappresentano la tua capacità di distinguere le tue emozioni dando loro un nome e determinando se siano reali o meno. Alcune persone che non hanno dei confini interni molto solidi fanno fatica, ad esempio, a capire quale tipo di emozione stiano provando in un certo momento (distinguendo ad esempio la rabbia dalla tristezza o dall'eccitazione) oppure hanno difficoltà a capire il nesso tra le loro sensazioni e la realtà. Un esempio potrebbe essere l'incapacità di capire, ad esempio, se il sentirsi grasso o inadeguato significhi che davvero si è grassi e inadeguati oppure se questo sia frutto solo della propria immaginazione. I confini interni e il modo in cui sono fatti concorrono a definire l'identità personale di ciascuno di noi.

    Ora, visto che la nostra domanda iniziale è: "che tipo di confine hai con il tuo partner?", la cosa che devi fare è stabilire se i confini che hai posto con la persona che ti sta accanto siano o meno soddisfacenti per te. I confini psicologici esistono e tutti "mettiamo dei paletti" all'interno dei rapporti, ma qualcuno ne mette troppi e qualcuno troppo pochi, e questo è il punto.

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    Le persone che sono propense alla dipendenza affettiva provano il desiderio di annullare del tutto i confini tra sé e gli altri e quindi mettono pochi paletti, tracciano pochi confini e anzi li sabotano, cercando di arrivare a una ideale fusione con il partner. Questo porta chi agisce in questo modo a sopportare sempre di più lo sconfinamento altrui, raggiungendo soglie di tolleranza altissime che però, sotto sotto, lo fanno soffrire e lo annullano nel rapporto. Chi adotta la tattica opposta, quindi ha un comportamento che potremmo definire evitante, mette dei confini talmente rigidi che praticamente nessun vero contatto tra lui e gli altri può avere luogo.

    Se ti trovi vicino a uno di questi due estremi, sai che non si tratta di strategie sane: te ne accorgi dalle difficoltà che provocano ai tuoi rapporti.

    Il modo in cui tracciamo i nostri confini interni ed esterni si impara da piccoli, sull'esempio o in reazione al comportamento dei genitori. Ma se una volta cresciuto ti sei reso conto che hai imparato ad impostare male i tuoi confini, sappi che puoi sempre imparare a renderli più armoniosi, trasformandoli in confini sani e soddisfacenti che alla lunga ti aiuteranno a collegarti sempre meglio con le altre persone, anziché respingere.

    Per imparare a tracciare bene i tuoi confini, ci sono tre modi principali:

    La psicoterapia: aiuta a capire il perché di certi comportamenti e ti aiuta a riflettere sulle strategie utili per cambiarli.

    L'assertività: esistono dei corsi di tecniche di comunicazione assertiva. Questi corsi insegnano alle persone il modo giusto di comunicare e di mettere confini, senza risultare passivi né aggressivi. Questo tipo di tecniche comunicative sono molto utili per chi vuole ridefinire i propri confini e non sa come farlo.

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    L'allenamento: se vuoi modificare i confini con il tuo partner, potresti avere difficoltà e non sapere come cominciare; il modo migliore è allenarsi con persone che hanno con te legami meno stretti, ad esempio i colleghi. Testare con i colleghi un po' di apertura o un po' di chiusura in più può essere un buon allenamento per cominciare.

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