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    7 miti spiegati dalla scienza
    I nostri antenati ci hanno lasciato una grande massa di miti che noi oggi giudichiamo fantasiosi ma che, per gli uomini di allora, servivano a spiegare dei fatti concreti.

    La mitologia è un ambito decisamente affascinante, un terreno comune a tutte le civiltà che è fatto di un impasto incredibile di memoria e di sogno. È proprio quel quid di memoria dei fatti reali presente nei miti che oggi ci interessa. Parleremo infatti di alcune leggende ritenute frutto della sola fantasia cui la scienza di oggi ha dato, forse, una risposta. 

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    1. L’arca di Noè 

    Il mito del diluvio universale, presente nella Bibbia, non è parte solo della tradizione ebraica: già nel più antico poema conosciuto, l’epopea di Gilgameš (di origine mesopotamica, c.a 3000 avanti Cristo), appare un personaggio chiamato Utanapištim che è scampato da un diluvio universale grazie all’aiuto divino. Questa ricorrenza del mito del diluvio potrebbe avere, secondo gli scienziati, un’origine storica. Sembra che intorno al 5000 a.C la zona del Mar Nero fosse interessata da gigantesche alluvioni. Anche il ritrovamento di fossili di pesci in cima ad alte montagne potrebbe essere stato all’origine di questo mito: oggi noi possiamo spiegarlo attraverso la teoria della tettonica a placche, mentre per gli antichi la spiegazione più plausibile era che, in un dato periodo, l’acqua avesse invaso le cime più alte dei monti. 

    1. L’oracolo di Delfi 

    Gli antichi greci si recavano al santuario di Delfi per ascoltare le misteriose parole della Pizia, una donna invasa da una “mania” divina che sapeva prevedere il futuro grazie ai poteri conferiti da Apollo e che rivelava la verità parlando per enigmi. Questa figura viene descritta, da tutti i testimoni, come invasa da uno stato di possessione divina, di trance. Questa particolare condizione della Pizia potrebbe avere diverse spiegazioni: alcuni pensano che venissero scelte persone malate di epilessia per ricoprire questo ruolo; altri ipotizzano che, essendo Delfi una zona altamente sismica, lo stato di trance fosse indotto dalle esalazioni di gas presenti. 

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    1. Atlantide 

    Il mito di Atlantide riportato da Platone ha, per secoli e secoli, affascinato ogni avventuriero e sognatore. L’idea di una civiltà misteriosa, fiorente e avanzatissima travolta in un solo giorno da un disastro naturale e scomparsa sul fondo degli abissi è davvero potente. Secondo qualche studioso, la storia di Atlantide non sarebbe solo una leggenda. Nel 3500 a.C il vulcano Thera, al centro dell’Egeo, ebbe una violenta eruzione che cancellò per sempre i centri abitati di una parte dell’isola di Santorini e che, sembra, ebbe un ruolo cruciale nel tramonto della fiorente e avanzata civiltà cretese. 

    1. La dea del vulcano Kilauea 

    Gli abitanti delle Haawaii credono che all’interno del vulcano viva una dea di nome Pele. Una volta, questa dea decise di fare torto alla sorella gettando il suo amato all’interno del cratere infuocato. Essa, allora, si mise a scavare e a gettare in aria pietre finché, arrivata sul fondo, non lo ritrovò. Gli scienziati credono che questo mito nasca per spiegare la gigantesca eruzione che, nel quindicesimo secolo, investì le isole Hawaii per ben sessant’anni dando origine alla caldera di Kilauea. 

    1. Il ponte di Rama 

    Secondo l’antico poema indiano Ramayana, Il dio Rama costruì un ponte per collegare il sud dell’India con lo Sri Lanka. Da indagini satellitari è emersa una verità illuminante: un ponte tra India e Sri Lanka potrebbe essere davvero esistito. Gli scienziati, infatti, hanno scoperto le tracce di un “ponte di pietra” naturale, lungo circa trenta chilometri, che è stato sommerso dal mare dopo l’ultima era glaciale. È possibile che in tempi antichi, circa 5000 anni fa, questo passaggio fosse attraversabile a piedi. 

    1. La chimera 

    La chimera è un mostro mitologico descritto nell’Iliade: si tratta di un animale dalla testa di leone e dalla coda di serpente capace di sputare fuoco. Secondo il poema, questo mostro risiedeva lungo le coste dell’attuale Turchia. In effetti gli studiosi hanno trovato, nell’area sudovest della penisola, delle fiamme perpetue originate dalle esalazioni di metano presenti in particolare nel territorio di Yanartas. Queste fiamme, che i marinai greci prendevano come punto di riferimento notturno, possono aver contribuito alla nascita del mito dell’animale “incendiario”. 

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    1. I ciclopi e i giganti 

    La nostra civiltà ha prodotto, nei secoli, centinaia di racconti su creature mitiche come, ad esempio, ciclopi e giganti. All’origine di queste credenze vi è, probabilmente, il ritrovamento di ossa di dinosauri e di teschi di elefanti e narvali. Le ossa dei dinosauri, insolitamente grandi, e i teschi dei narvali e degli elefanti (con il buco per il rostro o la proboscide) davano una spiegazione “reale” a queste credenze.

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     Commenti (4)
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    1. ricdick963, Firenze (Toscana)
      Purtroppo un così bell'articolo per gli utenti Nirvam, sarà come dare un confetto a un maiale (detto toscano).
      leone635, Pisa (Toscana)
      Hai proprio ragione
    2. sottileconfine, Roma (Lazio)
      Gli studiosi di scienze umaniste, in primis etnologi ed antropologi, annettono grande importanza a miti e leggende per lo sviluppo delle civiltà passate e moderne, come oggi le conosciamo. Alle spiegazioni dell'irrazionale, capace già solo per questo di rispondere ad una esigenza primaria, singola e collettiva del divino(religiosità), si aggiunge il modo di trascendere il presente per farsi passato(storia) e, in qualche modo, prevedere il il futuro. Mito e magia di un noto etnologo ne è un esempio.
    3. pasquale5880, Gamart (Tunis)
      Interessante davvero. In alcuni dei miei pensieri, quando mi trovo in alcuni luoghi, riecheggiano i rumori che furono di epoche remote ma che hanno consegnato quegli stessi luoghi all'eternità. Come scrive l'autore del pezzo che sto commentando, si tratta di un qualcosa di inventato alla bisogna e mutuabile secondo convenienza ma: percepiamo davvero quelle antiche favole come fossero dei sogni? Io sono convinto che ognuno debba percepire ciò che più lo fa sentire parte del mito e poco importa se esso sia sogno o realtà. Grazie per l'attenzione.
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