La vita di coppia è forse l’ambito in cui i luoghi comuni sono più diffusi e più deleteri. Uno di questi è che ogni relazione sentimentale, dopo la passione e l’entusiasmo dei primi tempi, gradualmente si spegnerà in un mix di lontananza, indifferenza e di noia. Una convinzione che induce nei due partner una generale sfiducia nel fatto che le cose, in coppia, possano tornare ad andare bene dopo una crisi.
Sfiducia e passività nella noia di coppia
Anche se non bisogna generalizzare, si può osservare una differenza di atteggiamento tra donna e uomo rispetto alla noia di coppia. La donna non crede più nell’uomo, da cui è, perlopiù, delusa. Ha la sensazione di aver già fatto tutto il possibile per dare chance al partner e al rapporto, ma ha visto che dall’altra parte c’è un interlocutore “inaffidabile”, poco empatico e scarsamente introspettivo. L’uomo non ha proprio voglia di impegnarsi in questo tentativo di rinascita a due. Rapito dai mille stimoli provenienti dall’esterno, considera le richieste della partner come una seccatura e rifiuta di affrontare insieme il difficile momento. Così, la noia spesso vince e spinge alla separazione o a piatti rapporti di fratellanza, di convenienza o di quieto vivere. Ma siamo sicuri che la “noia di coppia” sia solo qualcosa di negativo?
E’ un cambio di mentalità che può sconfiggere la noia di coppia
In realtà, la noia di coppia non arriva per spegnere la relazione. Al contrario, è un messaggio dell'anima volto a segnalare un certo stato di cose: si è arrivati alla fine di un livello ed è necessario aprirne un altro. E questo vale sia nella vita individuale sia nella vita di coppia, visto che la coppia è anch’essa un “organismo vivente”, che ha bisogno di essere nutrita di stimoli e di senso. Ma cosa vuol dire “fine di un livello”? Significa che tutto ciò che si poteva fare e vivere insieme, tutto ciò che si poteva conoscere dell’altro e di sé attraverso l’altro, è giunto, per quel livello di coscienza e di energia, al termine. Non si è esaurito il rapporto, in molti casi, ma “una fase del rapporto” , e la noia, preziosa, con la sua presenza lo segnala: periodo finito, serve altro. Il problema è che, per via del luogo comune detto sopra, questo “altro” viene oggi quasi sempre cercato altrove, in compensazioni o sublimazioni di vario tipo.
La noia ci ricorda che il futuro non è già scritto...
Soluzioni alternative, senza la consapevolezza di cosa sia la noia e di cosa rappresenti la sua comparsa, finiscono prima o poi allo stesso modo, perché la noia arriva sempre in ogni rapporto, anche nel migliore. Cosa si può fare dunque? “Gettarsi avanti”, verso un’idea, un sogno, un desiderio. Quando ci mettiamo insieme alla persona amata, la passione e la sintonia iniziale, pur facendo vivere un presente esaltante, producono anche un altro effetto: la voglia naturale di futuro insieme.
… Ma occorre agire sul presente della coppia!
“Gettarsi in avanti” è un istinto della coppia nella sua fase iniziale ma costituisce anche lo strumento con cui, nel corso del tempo, i due partner possono costruire un ponte verso il domani sentendosi ancora vivi “insieme”. La noia, nella sua essenza, è proprio lo stimolo a concepire, e non il segno di una fatiscenza. È la noia, con la sua sgradevolezza e il vuoto che crea, a dare la possibilità di comprendere che è necessario, per la vita della coppia, fare nuove esperienze, che stimolino nuove conoscenze di sé, dell’altro e della relazione, che aprano nuovi livelli di coscienza e, soprattutto, che diano entusiasmo condiviso. Non si tratta di fare viaggi in giro per il mondo, se lo si fa solo per “soffocare la noia” che , al contrario, va accolta e usata come forza, come stella polare: solo così ciò che si fa avrà l’effetto di rinnovare la relazione.
Non cronicizzare la noia
Accogliere la noia vuol dire usarla come trampolino per rinnovare la coppia . Invece arrendersi come se fosse un fatto ineluttabile implica farne uno stile di vita in coppia, mentre si recupera all’esterno in vario modo. Così la noia non funge più da stimolo, ma spegne ulteriormente non solo la relazione, ma le due singole persone, che si scindono in due: il brillantone fuori casa, il demotivato e noioso dentro casa. Si chiama nevrosi.
Confrontarsi sulla situazione
Il primo che si accorge che la noia è entrata nella vita di coppia ha il dovere di segnalarlo all’altro e di confrontarsi con lui sulla questione. Spesso l’altro – soprattutto l’uomo – tenderà a banalizzare, ma non bisogna farsi influenzare e lasciar perdere. Insistere (civilmente) aprirà un dialogo che, in ogni caso, sarà molto utile.
Ecco il consiglio: individuare cose mai vissute
Per trasformare la noia in una nuova vita di coppia, servono esperienze effettivamente nuove. Il conosciuto non può dare più niente. Quindi bisogna mettere a punto, insieme, idee e progetti che portino a vivere parti di noi che non sono mai uscite. Immettere novità nella vita della coppia, creare nuovi stimoli. Ci vuole il coraggio di vincere l’imbarazzo e la convinzione, assorbita dall’esterno, che tutto sia finito e credere che molto possa iniziare.