L’essere umano è in grado di compiere azioni meravigliose, ma anche terribili: dalla realizzazione di grandi opere d’arte, infrastrutture, dai gesti di bontà e altruismo che sono rimasti nella storia, alla brutalità di distruzione, guerre, violenza, omicidio e tortura. Cosa sta alla base di quello che conosciamo come il lato oscuro dell’umanità?
I cattivi per eccellenza, ossia i killer e i dittatori sanguinari, hanno dei tratti in comune? È da questa domanda che dobbiamo partire se vogliamo esplorare la malvagità umana.
Lo psicologo Roy Baumeister risponde individuando, tra i fattori che inducono alla crudeltà, una serie di pulsioni: il desiderio di guadagno materiale, l'"egotismo minacciato" (cioè la violenza che si scatena quando una persona narcisista e instabile viene minacciata), il sadismo (tendenza a provare piacere vedendo gli altri soffrire) ma anche l'idealismo (alcune persone fanno del male per fini che ritengono nobili o in astratto lo sono davvero).
L’idealismo è spesso la causa di guerre, pensiamo anche solo alle guerre di religione, che per un fine astratto e ideale scatenano la brutalità umana facendo compiere le azioni più efferate. Sotto i nostri occhi, in questo momento, le guerre sanguinose che radono al suolo Ucraina e Palestina sono un esempio di come il fine (ampliare la propria sfera di influenza, liberarsi di un problema pluriennale, affermare una nazione a discapito dell’altra, abbattere il terrorismo) porti a mezzi assolutamente sproporzionati in fatto di crudeltà. Se poi aggiungiamo che sulla guerra molti “mangiano”, tra privati e aziende e fino a volte al piccolo soldato, capiamo come sia facile scatenare la brutalità.
Per quanto riguarda invece la cattiveria in senso individuale, come ad esempio quella dei killer o degli abusatori, a livello psicologico le cause possono essere di vario tipo:
Fattori biologici:
Fattori psicologici:
Fattori sociali:
Teorie psicologiche:
Fattori evolutivi: