Phubbing è un termine inglese ormai molto diffuso in Italia. Deriva da “phone”, telefono, e “snubbing”, snobbare, e indica la fastidiosa abitudine di controllare il telefono mentre si è in compagnia.
Dare un’occhiata alle notifiche mentre si è in fila alle poste oppure sui mezzi pubblici è qualcosa di molto comune, ma snobbare qualcuno per dedicarsi allo “scrolling” non ha lo stesso significato: da azione riempitiva di un momento vuoto, si trasforma in una vera e propria strategia di evitamento relazionale, pur non consapevole.
Secondo gli esperti il non riuscire a trattenersi dal controllare il telefono quando si è in compagnia cela una vera e propria tendenza compulsiva, un disturbo dell’autocontrollo che potrebbe essere anche motivato dalla FOMO, la paura irrazionale di perdersi notifiche importanti.
Potremmo quindi definire il phubbing come lo stare insieme, ma da soli: una particolare forma di isolamento sociale. Quali possono essere le conseguenze a livello relazionale? Secondo uno studio del 2021 più tempo passiamo al telefono in presenza del nostro compagno/a, più la relazione sentimentale sarà insoddisfacente.
Inoltre gli esperti ritengono che chi fa phubbing possa sperimentare importanti conseguenze a livello personale, come un abbassamento del tono dell’umore, un senso di isolamento crescente e un’autostima sempre più bassa. Queste conseguenze sono date dal fatto che chi pratica il phubbing si isola nelle situazioni sociali, creando una barriera tra sé e gli altri.
Come uscire dal circolo vizioso del phubbing? La risposta più ovvia è mettere via il cellulare quando si è in presenza di altre persone. Oggigiorno utilizzare il telefonino quando si è in compagnia è visto quasi come un gesto normale, invece si tratta di una mancanza di rispetto e andrebbe evitato anche solo per educazione. Prima regola, dunque, staccarsi dal telefono per qualche ora e godersi la compagnia.
Un’altra cosa che si può fare per “allenarsi” a lasciar perdere il cellulare quando si è con gli altri è evitare di rispondere alle notifiche in certi orari della giornata. Questa abitudine serve a controllare la dipendenza da smartphone e aiuta anche ad avere un approccio più rilassato nei confronti delle notifiche. Si tende a vedere la notifica come qualcosa che esige da parte nostra un’azione immediata, invece non è così. Ricordiamo sempre che siamo noi a controllare i nostri dispositivi e non il contrario.
L’obiettivo di queste due azioni è recuperare un grado di interazione con gli altri che sia autentico e profondo, senza condurre azioni di evitamento della relazione. Essere presenti nel momento può essere difficile per chi soffre di condizioni come l’ansia sociale, eppure è importante per godere la vita e le relazioni al loro meglio. In definitiva, abbandonare il telefono quando si è con gli altri non è solo un gesto di educazione ma anche di auto-cura.