Chi soffre di nausea, mal di pancia o digestione difficile si sente dire spesso che è tutta questione di stress. A qualcuno suona quasi come una minimizzazione: se gli esami sono normali, allora il problema sarebbe "solo psicologico".
In realtà “solo psicologico” può indicare l’origine di un sintomo, ma non significa che questo sia “tutto nella testa”. Lo stress è reale, così come lo sono gli effetti che può avere sul corpo. E tra gli organi che sembrano risentirne maggiormente c'è proprio l'intestino. Corpo e mente non sono sistemi separati e, qualunque sia l’origine di un sintomo, non si tratta di problemi di serie A o B.
Perché così spesso lo stress psicologico si riflette sul sistema digestivo? Da qualche decennio la ricerca parla di asse intestino-cervello, un sistema di comunicazione continua che collega il sistema nervoso centrale all'apparato digerente. Non è una strada a senso unico: il cervello influenza l'intestino, ma anche l'intestino invia continuamente segnali al cervello. È per questo che emozioni e digestione finiscono spesso per intrecciarsi.
Pensiamo a una situazione molto comune: prima di un esame importante c'è chi perde completamente l'appetito; altri avvertono nausea, altri ancora corrono ripetutamente in bagno. Non è un caso! È il tipico segno che, quando la mente è in stato di allerta, le risposte fisiologiche possono farsi anche molto intense.
Ma il rapporto, è bene dirlo, funziona anche al contrario. Le persone che soffrono di problemi digestivi di origine puramente fisica sviluppano più spesso sintomi ansiosi e depressivi. Questo non significa che un disturbo intestinale causi un umore basso, ma è un’ulteriore testimonianza del forte legame tra mente e corpo, ancora da approfondire pienamente.
Una parte dell’asse intestino-cervello passa attraverso il nervo vago, una sorta di grande linea telefonica che collega cervello e organi interni. Un'altra coinvolge il sistema immunitario e gli ormoni. Poi c'è il microbiota intestinale, cioè l'insieme dei microrganismi che vivono normalmente nel nostro intestino. Nessuna di queste ipotesi spiega del tutto, o in modo inequivocabile, perché il mal di pancia e lo stress siano così collegati. Sul web è possibile leggere centinaia di articoli dal tono sensazionalistico, ma la verità è che ne sappiamo ancora poco. Questo è il motivo per cui non basta assumere un probiotico per risolvere l'ansia e non è detto che un ansiolitico calmi il mal di pancia.
Il continuo intrecciarsi di sintomi fisici e psicologici è motivo di grande frustrazione per chi accusa disturbi non immediatamente inquadrabili in una diagnosi. Quante persone vanno dal gastroenterologo, vengono rimpallate allo psicologo e poi di nuovo al gastroenterologo? Purtroppo la medicina può assomigliare a un’indagine degna di un detective, e più detective ci sono più teorie sbucano. A volte è impossibile capire fino in fondo da cosa un sintomo possa nascere.
La cosa importante, a costo di sembrare pignoli, è cercare di prendersi cura di sé senza sottovalutare ciò che sta succedendo. Già escludere cause gravi (che si imporrebbero subito all’attenzione) è un sollievo, e sia le buone pratiche alimentari sia un percorso di autoconsapevolezza possono portare a miglioramenti sostanziali.
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