Quando noi proviamo ancora qualcosa per una persona, ma lei no, può venire spontaneo cercare di convincere, chiedere un'altra possibilità, promettere di cambiare o aspettare tempi migliori. Ma c'è un limite oltre il quale insistere non serve più a salvare una relazione. L’unico effetto, semmai, è rimandare una fine che l'altra persona ha già scelto.
Una relazione richiede la volontà di entrambe le persone. Possiamo amare molto qualcuno, essere convinti che la storia abbia ancora qualcosa da offrire e desiderare di ricominciare, ma non possiamo decidere al posto suo che deve rimanere.
A volte si prova tanta rabbia, perché non c’è nessun problema grave e tangibile: l'altra persona semplicemente non vuole più la relazione. Ed è proprio in questi casi che si rischia di trasformare l'amore in una trattativa infinita: “Se faccio questo, resterai?”, “Se cambio, possiamo riprovarci?”, “Se ti dimostro quanto tengo a te, capirai che dobbiamo stare insieme?”. Si rischia di umiliarsi, perché l’altra persona ha già deciso nel suo cuore, e restare ancora per un po’ non significa quasi mai cambiare idea.
La ricerca frenetica di un rimedio può addirittura peggiorare il quadro: quando l'altra persona ha espresso chiaramente la volontà di chiudere, continuare a cercarla può rendere più difficile per entrambi prendere atto della separazione. Tu non elabori la perdita e l’altro può trasformare una separazione serena in un problema fastidioso.
Lasciare andare quando serve è necessario, e non significa smettere di amare. Si può sapere razionalmente che una relazione è finita e continuare per mesi ad avere nostalgia, desiderio o amore: è perfettamente normale, non siamo macchine. Il più grande atto d’amore è rispettare la decisione dell’altro anche quando non la si condivide.
Il rispetto di sé non è fare finta di non soffrire. Stare male non è indegno. La dignità si preserva, piuttosto, concedendo respiro all’altro, non costringendolo, non adottando comportamenti passivo-aggressivi.
Una nota finale a cui stare molto attenti: da parte nostra, dire che non bisogna rincorrere chi vuole andarsene non significa che ogni crisi di coppia debba portare a una separazione. Ci sono differenze abissali tra una singola persona che ha deciso di chiudere e una coppia che sta attraversando un periodo difficile. Nel secondo caso può esserci spazio per parlare, chiedere aiuto, cambiare alcune dinamiche e capire se entrambi vogliono ancora provare a stare insieme.
Il “comandamento” secondo cui l’amore non si elemosina non andrebbe applicato in modo indiscriminato, perché è col tempo e col dialogo che si capisce se una relazione può essere salvata o no. Parlando a cuore aperto, creando un ambiente di confronto sicuro, mostrandosi pronti ad ascoltare è possibile immaginare il futuro di una relazione con il massimo rispetto per i desideri di entrambi.
Commenti