Luigi Pirandello è stato un grande della nostra letteratura, uno dei 6 scrittori italiani insigniti del massimo premio al mondo, il Nobel (lui lo vinse nel ’34). Lo scrittore siciliano è noto sia per le drammaturgie, come Sei personaggi in cerca d’autore o I giganti della montagna, ma ha scritto romanzi altrettanto celebri come Uno, nessuno e centomila e Il fu Mattia Pascal. Anche le sue novelle hanno avuto un’enorme circolazione.
Pirandello è conosciutissimo, forse non altrettanto visceralmente amato, perché molti lo ritengono un autore “cerebrale”. Tutte le sue opere costruiscono ragionamenti complessi principalmente sulle maschere sociali, un gioco di finzione che portiamo avanti per tutta la vita e può farci perdere noi stessi. Dato che il tema è attualissimo al giorno d’oggi, vale la pena di rileggere questi testi, anche perché contengono molte perle di saggezza.
Una di queste frasi, parte de Il fu Mattia Pascal, è molto bella per forza psicologica ed emotiva: “Quando uno è contento di se stesso ama l’umanità”. È interessante perché Pirandello parla continuamente di condizionamenti, di false identità, di regole scritte e non scritte… ma non è che il problema di fondo è il poco amore per se stessi?
Insomma, chi non si ama può costruirsi una maschera appropriata e compiacente, ma spesso sotto nasconde odio e frustrazione. Si sforza di rimanere tranquillo ma può scoppiare in qualsiasi momento. È meno facile che una persona insicura, in conflitto con se stessa, possa diventare generosa, attenta e aperta mentalmente. Infatti essere “brave persone” non significa necessariamente apprezzare gli altri. È già onorevole, ma non basta per essere felici.
Ma la frase, per essere precisi, si riferisce a qualcosa di più personale rispetto alla convivenza civile. Una persona contenta di se stessa ama l’umanità nel senso che ama “quanto di umano è in lei”. Cosa vuol dire? Gli esseri umani sono imperfetti, a volte irosi, insicuri, desiderosi di piacere, si preoccupano troppo, fanno mille errori… tutti, nessuno escluso. Una persona contenta di essere umana ama, apprezza, valorizza questa imperfezione e se riesce a farlo nei propri riguardi sarà altrettanto accogliente con gli altri.
Questo, per Pirandello, è il fondamento di due concetti molto popolari al giorno d’oggi, intelligenza emotiva ed empatia.
La psicologia contemporanea è tendenzialmente d’accordo con Pirandello. Amarsi non vuol dire essere narcisisti o egocentrici, anzi, è una base per costruire una personalità equilibrata. In ambito terapeutico si lavora molto sull’autostima come volano per migliorare anche i rapporti. Infatti:
L’epoca di Pirandello non era attenta alla psicologia come la nostra ma è chiaro che le persone come lui, sensibili e ragionanti, possono cogliere in ogni tempo certe verità universali e raccontarle in modo perfetto. Un motivo in più per tornare a leggere questo scrittore nostrano.
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