In Italia 23 milioni di persone sono sovrappeso (il 33% della popolazione) e 6 milioni (12%) soffrono di obesità. Era il 2000 quando, per la prima volta nella storia, le persone sovrappeso e obese hanno superato il numero delle persone denutrite. Si stima che entro 10 anni queste condizioni interesseranno metà della popolazione mondiale. Ma, se il sovrappeso non è una vera patologia, l’obesità sì: l’Italia, nel 2025, è stato il primo Paese al mondo a certificarlo. Questo sta aprendo riflessioni su come aiutare concretamente i pazienti, per esempio agevolando le terapie degli obesi a basso reddito, che oggi pagano tutto di tasca propria o rinunciano a curarsi.
Se lo scoglio “giuridico” piano piano viene superato, siamo ancora molto indietro dal punto di vista dello stigma. Sempre in tema di cure, varie persone sui social scrivono che le persone obese non dovrebbero essere esentate dai ticket, anzi, dovrebbero pagare qualsiasi terapia sanitaria d’emergenza: “Se hanno un infarto è colpa loro, del loro stile di vita, i contribuenti pagano la loro scarsa forza di volontà”.
L’obesità è stata classificata come patologia cronica recidivante: non si cura facilmente e tende a ripresentarsi. Come l’asma grave, la BPCO, la colite ulcerosa, il morbo di Crohn eccetera. Ma delle malattie che abbiamo elencato nessuna viene associata socialmente alla pigrizia, mentre l’obesità sì.
Lo psicologo Emanuel Mian afferma che bastano solo 0,3 secondi perché una persona, incontrando un obeso, produca un giudizio basato esclusivamente sul suo peso. Edoardo Mocini, medico chirurgo e specialista in alimentazione, aggiunge: “Pensiamo un po’ tutti che se si inizia una dieta e ci si applica ce la si fa e se non si riesce è perché in fondo non lo si vuole davvero”. Questo è un pregiudizio falso perché l’obesità è una malattia multifattoriale che spesso non è dovuta alla semplice ingordigia. Oggi gli endocrinologi avvertono che la predisposizione all’obesità si potrebbe rilevare fin dall’infanzia. Inoltre l’obesità può essere concausata o rinforzata da altre condizioni mediche come disfunzioni della tiroide, ovaio policistico o problemi psichiatrici.
L’obesità è una malattia pericolosa da non prendere sottogamba, ma secondo tutti gli esperti i pregiudizi devono cadere. Non solo per ridare dignità alle persone, ma anche per proteggerle. Sono molti gli obesi che a causa dello stigma non si prendono cura di sé, a volte ritardando anche accertamenti per condizioni mediche pericolose come il cancro.
Infatti non è solo lo stigma sociale a pesare, ma anche quello medico. Molte persone sovrappeso lamentano che i loro sintomi vengono presi alla leggera dai medici, che invitano sempre e solo al dimagrimento anziché preoccuparsi del loro campo, oppure lanciano frecciatine. Tra chi si occupa proprio del peso, non tutti sono d’accordo nel proporre i farmaci per il dimagrimento, non per le controindicazioni, ma perché li vedono come una scorciatoia. Questi medici sono, senza volerlo, influenzati dallo stigma, per cui non riescono a vedere davvero l’obesità come una malattia e continuano a pensarla come una questione di stile di vita nonostante i loro studi.
“Il se vuoi puoi è un falso presupposto, perché sappiamo che non è una scelta” dice ancora Mian. È questo che dovrebbe entrare nella testa di tutti, anche di chi soffre di obesità e prova disprezzo per se stesso.
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