Passare l'aspirapolvere, lavare i pavimenti, pulire i vetri, spostare mobili e portare su e giù il bucato non sono esattamente attività che associamo alla palestra. Eppure anche queste occupazioni quotidiane consumano calorie: qualsiasi cosa facciamo comporta un dispendio di energia.
In un mondo in cui la maggior parte dei lavori è sedentaria, pur sapendo che il corpo consuma energia anche solo per vivere, sotto sotto pensiamo che la palestra sia l’unica attività brucia-calorie valida. In realtà non è così, anzi! Per tutta la storia umana fino allo scorso secolo, pochissime persone si allenavano in modo vagamente simile a noi. E si trattava di élite, perché quasi tutti bruciavano le calorie con il lavoro.
Un altro bias ci porta però a pensare che gli unici lavori che bruciano quantità misurabili di energia siano quelli del muratore, del facchino eccetera. Invece anche una casalinga, pur se aiutata dagli elettrodomestici, brucia una quantità discreta di calorie. La domanda è quanto.
La risposta dipende parecchio da quello che si fa, quanto a lungo e anche dal peso del soggetto. Non esiste quindi un numero valido per tutti.
Per stimare il dispendio energetico si utilizzano spesso i MET, un'unità che permette di confrontare l'intensità delle diverse attività fisiche. Il Compendium of Physical Activities, una delle principali raccolte di riferimento in questo campo, assegna valori diversi alle varie faccende domestiche.
Quanto si consuma, all’incirca, facendo le faccende? Ecco l’elenco approssimativo per una persona di circa 70 kg
Una persona dello stesso peso che cammina a passo moderato per un’ora consuma circa 250 calorie, le stesse necessarie per lavare i pavimenti o pulire il bagno. Un’attività fisica leggera, ma non così tanto come si pensa!
Ma allora… le pulizie sostituiscono la palestra? Non proprio. Le faccende domestiche possono contribuire all'attività fisica quotidiana, soprattutto se comportano molto movimento, ma non significa che siano equivalenti a un allenamento strutturato.
Però è vero che una fare una passeggiata per andare al supermercato, salire le scale invece di prendere l’ascensore, passare un'ora a pulire la casa contribuiscono al movimento complessivo che accumuliamo. Per questo molti medici consigliano di mantenersi in forma anche facendo attenzione a queste micro azioni, diverse dall’inerzia che caratterizza molte persone.
Gli esperti chiamano il consumo calorico di queste attività NEAT, cioè “Non-Exercise Activity Thermogenesis”. In base alla costanza e alla quantità di tempo, le NEAT fanno la differenza nel bilancio calorico delle persone e influiscono sull’ingrassare o dimagrire.
In conclusione, la pulizia è un esercizio fisico? In un certo senso sì, e c'è un vantaggio molto concreto: alla fine la casa è più pulita.
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