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    I gesti (e i riti) dell'amore nel mondo
    Una breve carrellata dei riti di seduzione più curiosi delle società tradizionali europee e non.

    Il sentimento dell'amore è uguale per ogni essere umano, ma se guardiamo alle tradizioni legate alla seduzione e dell'affettività, notiamo che da Paese a Paese le cose cambiano un po' di più. Anche se oggi il corteggiamento è decisamente più standardizzato (anzi, in un certo senso va addirittura sparendo) in passato la "fenomenologia della seduzione" era decisamente ricca e piena di spunti curiosi o particolari derivanti dalle consuetudini antiche. Diamo allora un'occhiata alle tradizioni d'amore più particolari che provengono dai quattro angoli del mondo.

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    • Mele sotto l'ascella: nell'Austria del '700, le donne nubili usavano portare una mela sotto l'ascella quando partecipavano a feste e balli. Al termine della serata regalavano la mela al giovane che desideravano: se lui la mangiava, significava che l'amore era reciproco. 
    • Baci all'eschimese: il modo tradizionale eschimese di baciarsi è molto particolare: gli innamorati si strofinano la punta del naso, mentre espirano contemporaneamente dalle narici. Sembra che questo modo di "baciarsi" sia molto piacevole perché attiva i neurotrasmettitori legati all'appagamento e alla ricompensa. 
    • Gesti "equivoci" scandinavi: nell'antichità, nei Paesi scandinavi, le donne in cerca di un marito usavano girare con una fodera per coltelli vuota legata ai fianchi. Chi voleva farsi avanti e "dichiararsi" non doveva far altro che infilare il proprio coltello in quella fodera. 
    • Docce fredde in Polonia: in Polonia e nelle comunità polacche sparse per il mondo, il lunedì dell'Angelo si celebra una particolare tradizione. Gli uomini che vogliono sedurre le ragazze raccolgono dell'acqua in dei grandi secchi e la gettano addosso alla prescelta. 
    • Acchiapparella Kazaka: In Kazakistan va in scena, ancora oggi, uno dei più antichi rituali di corteggiamento che in origine faceva parte delle tradizioni di tutti i popoli del mondo. Si tratta del rito dell'inseguimento: i giovani maschi e femmine giocano, a piedi o a cavallo, a fuggire e acchiapparsi l'un l'altra. 
    • Cucchiai come dono: un'antica tradizione del Galles, oggi perduta, suggeriva di regalare alla ragazza da conquistare non anelli, ma una coppia di cucchiai intarsiati. 
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    • Doni di riso in Guinea: nelle tribù guineiane, se una donna offre del riso all'uomo (lasciandone una ciotola davanti alla sua casa) indica esplicitamente il desiderio di fare l'amore con lui. 
    • Non è Catcalling ma... la tribù messicana dei Kickapoo codifica esplicitamente il fischio come un segnale di richiamo alla donna amata. 
    • Rapimento rituale: nel popolo nomade anglo-irlandese dei Traveller è usanza corteggiare una ragazza afferrandola e tentando di rapirla portandola via con sé. 
    • Lotte "cavalleresche" a Bali: come nei film medievali che siamo abituati a vedere, a Bali sopravvive l'abitudine di fronteggiarsi in duello durante l'Usaba Sambah Festival di Tengan. In quell'occasione è normale da parte delle ragazze osservare i duellanti e sceglierne uno da corteggiare. 
    • Camminare sui chiodi: le ragazze dell'etnia cinese Miao per dimostrare la loro forza di carattere e stupire i pretendenti devono camminare a piedi nudi su punte aguzze. 
    • Il dono dei guanti: in Inghilterra, fino a qualche secolo fa, era uso per i pretendenti regalare un paio di guanti alle giovani donne. Se la domenica successiva i guanti fossero stati indossati per andare in chiesa, sarebbe stato un segno di amore ricambiato. 
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    Su tutte queste curiose usanze gli antropologi avrebbero molto da insegnarci. Certamente queste e altre forme di seduzione avevano uno scopo ben preciso: dimostrare la forza fisica e caratteriale del o della pretendente, ma anche alludere all'intensità del proprio desiderio.

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