Molti accusano le nuove generazioni perché fanno meno figli rispetto al passato. Questo può celare però un fatto positivo: oggi si pensa sempre di più alla genitorialità come a una scelta consapevole per cui bisogna essere psicologicamente pronti. Sono molti infatti i rischi connessi a una cattiva educazione dei figli. Oggi parleremo di quei genitori che “vivono attraverso la loro prole”, caricandola di responsabilità difficili da gestire, e dei danni che un simile atteggiamento provoca.
Ancora troppi genitori considerano i figli una loro estensione oppure un oggetto sul quale caricare il peso della propria felicità. Ma i figli non possono essere considerati come la propria lettera di presentazione al mondo.
Chi ragiona così tende a caricare i propri piccoli di richieste impossibili, aspettandosi sempre un comportamento impeccabile, i migliori risultati in ogni campo, privando i minori del diritto a vivere un’infanzia spensierata. E questo non per la loro felicità presente o futura, ma solo per rimandare all’esterno un’immagine di perfezione.
Questi genitori tendono a pensare che i figli siano il riflesso del loro valore come persone e come padri o madri, ponendo sulle spalle dei minori un peso difficile da sopportare. Vediamo così bambini soffocati dalle attività extrascolastiche, privi della libertà di scegliere e sperimentare (e anche di annoiarsi), mai compresi nei loro errori ma sempre sanzionati come se fin da piccoli già dovessero essere “produttivi” al pari degli adulti, e tutto perché i genitori si possano vantare di quanto il loro figlio sia bravo, “avanti rispetto agli altri”.
In altri casi invece i genitori non sono alla ricerca del figlio perfetto, ma caricano i piccoli della responsabilità di vivere tutte le gioie che la vita ha loro negato. Anche in questo c’è un pericolo: il genitore che per esempio non ha avuto la possibilità di seguire una sua passione potrebbe imporla al figlio che da parte sua non ha il minimo interesse per essa; lo stesso accade per la carriera professionale. Ogni deviazione da questi dettami viene vista dal genitore come una mancanza di lealtà nei suoi confronti.
Per i bambini e i ragazzi sentirsi addosso la responsabilità di fare felici i propri genitori è molto dannoso. L’individualità viene schiacciata e possono affacciarsi problemi come l’ansia da prestazione. Il rifiuto di rientrare nello schema proposto dai genitori può creare conflitti familiari, mentre la sottomissione totale può generare una sorta di dipendenza.
L’obiettivo di un buon genitore è creare un individuo libero e autonomo nelle proprie scelte, non un clone di se stesso. È importante prendere coscienza delle dinamiche attraverso le quali un genitore proietta i propri desideri sul figlio e resistervi, rimettendo al centro i bisogni e i desideri del bambino. Solo così potrà crearsi nel tempo un adulto sicuro, felice e libero di fare le proprie scelte.