• Feed
  • Magazine
  • Online ora
  • Ricerca
  • Email
  • Chat
  • Visite
  • Voti
  • Amici
  • Lista nera
  • Nuovi iscritti
  • Ultimi accessi

  • Accesso Aree Riservate
  • Mia Area
  • Aree altri utenti

  • Mio Profilo
  • I miei post
  • La mia scheda
  • Mie foto pubbliche
  • Mie foto riservate
  • Mio partner ideale
  • Miei avvisi
  • Mio account

  •  
  • Condividi Nirvam
  • Esci


  • Contattaci
    Consigli utili
    Condizioni d'uso
    Privacy Policy
    Cookie Policy

Chiudi
Annulla Confermo
Notifiche ai Post
    Oggi piace il partner “chalant”
    Dopo anni di “vince chi fugge”, di mistero e di ghosting il nuovo oggetto del desiderio è un partner chiaro, aperto ed emotivamente disponibile.

    Per anni il modello dominante nel dating è stato quello della persona sfuggente, distaccata, difficile da leggere, emotivamente controllata. Sui social si parlava continuamente di nonchalance: non mostrarsi troppo coinvolti, non sembrare “troppo disponibili”, mantenere una certa freddezza per risultare più desiderabili.

    Link sponsorizzato

    Negli ultimi tempi, però, qualcosa sembra essersi spostato. Sempre più persone dichiarano di voler l’esatto contrario: un partner chalant.

    Il termine nasce quasi come gioco linguistico online. Se nonchalant indica qualcuno di distaccato e imperturbabile, chalant viene usato ironicamente per descrivere chi invece è esplicito, presente, emotivamente leggibile. Una persona che non ha paura di mostrarsi interessata. E il fatto che questa parola stia circolando così tanto dice probabilmente qualcosa di profondo sul mondo relazionale attuale.

    Molte persone sembrano essere arrivate a una specie di saturazione emotiva rispetto ai giochi di ambiguità. Ghosting, risposte intermittenti, interesse mostrato a metà, comunicazioni passive, relazioni lasciate costantemente nel vago hanno stufato. Per anni questo stile relazionale è stato quasi normalizzato, soprattutto nelle dinamiche online, ma oggi cresce il desiderio di interazioni più chiare.

    Il partner chalant non è necessariamente super romantico o appiccicoso, ma è qualcuno che comunica intenzioni, che non vive il coinvolgimento come una perdita di potere, che riesce a mostrare interesse senza trattarlo come un rischio per la propria immagine. In pratica è una persona emotivamente presente senza continue strategie di distacco. Qualcuno penserà che questa dovrebbe essere la normalità, ma il trend di cui parliamo ci dice che purtroppo non lo è.

    Link sponsorizzato

    Sui social il tema emerge soprattutto tra le generazioni più giovani, che sembrano sempre meno affascinate dall’idea del partner “misterioso” o “bad boy”. Anzi, molti contenuti ironizzano proprio su quanto il distacco emotivo sia stato a lungo confuso con maturità, indipendenza o fascino.

    La constatazione da cui parte tutto è che nella realtà quotidiana avere a che fare con persone costantemente indecifrabili tende a diventare molto stancante. Molti raccontano di sentirsi intrappolati in relazioni dove bisogna interpretare tutto: tempi di risposta, tono dei messaggi, sparizioni improvvise, cambiamenti di atteggiamento. E dopo anni di dinamiche così fluide e ambigue, la chiarezza relazionale sta iniziando a essere percepita quasi come qualcosa di raro.

    Anche il linguaggio psicologico diffuso online ha avuto un ruolo importante. Concetti come responsabilità emotiva, disponibilità affettiva e comunicazione chiara sono ormai entrati nel lessico comune del dating. Questo ha modificato le aspettative: non basta più sembrare interessanti, bisogna anche saper stare nella relazione senza creare continuamente confusione.

    Naturalmente il rischio opposto esiste. Alcune persone finiscono per chiedere rassicurazioni costanti o una presenza continua che può diventare soffocante. Essere chalant non significa vivere ogni relazione in modo troppo intenso o pretendere immediate definizioni emotive. Significa solo non trasformare il distacco in una forma di status.

    Forse, nel mondo degli incontri, il tempo del “vince chi fugge” sta finendo, e non si tratta di un male.

    ARTICOLO GIORNO
    PRECEDENTE
    ARTICOLO GIORNO
    SUCCESSIVO
    RACCOMANDATI PER TE
    Vivere con un animale migliora davvero la salute mentale?
    Pensare sempre al futuro rovina il presente
    La generazione degli "adultescenti”: chi sono?


     Commenti
    Accedi o Registrati per inserire commenti e valutazioni.
    Replica:
    Per piacere inserisci un commento
    Grazie per aver immmesso il tuo commento!
    Il commento verrà validato dai moderatori e poi pubblicato
    Grazie per aver immmesso il tuo commento!
    Il commento verrà validato dai moderatori e poi pubblicato
    Vai ad inizio pagina