Qualsiasi esperto di relazioni che incontrerete vi suggerirà di lavorare sul dialogo come prima cosa. È indiscutibile, infatti, che comunicare in modo efficace sia la base di una relazione sana (amicale, familiare, sentimentale, lavorativa).
Molte persone che iniziano a lavorare sul dialogo pensano, come è logico, che imparare a interagire in modo “corretto” richieda molto tempo. La fiducia, base essenziale di una comunicazione efficace, dovrebbe costruirsi nel corso dei mesi, a volte degli anni. Eppure alcune ricerche suggeriscono che bastino pochi minuti perché il tono di una conversazione cambi in modo significativo. Non sarà una soluzione, non sarà un punto di arrivo ma un ottimo punto di partenza sì.
Ovvio, non si possono risolvere conflitti profondi da un momento all’altro, né trasformare un rapporto difficile con una tecnica. Ma se è vero che ciascuno di noi brama il sentirsi ascoltato, intervenire su questo punto può già cambiare l’esito di un dialogo.
È davvero possibile migliorare una conversazione in quattro minuti? Sembrerebbe di sì, a giudicare dal parere di alcuni esperti particolarmente ottimisti. Ecco alcuni punti fondamentali che è possibile mettere in pratica da subito, anche nel corso di un breve chiarimento.
Quando parliamo con gli altri li interrompiamo molto più spesso di quanto immaginiamo. A volte lo facciamo per entusiasmo, altre volte per dare un consiglio o raccontare un'esperienza simile. Raramente, però, essere interrotti fa piacere. Chi si sta sfogando non sempre cerca una soluzione immediata, a volte vuole soltanto scaricare le emozioni forti che prova. Chi sta costruendo un ragionamento vuole semplicemente avere il tempo di completare il proprio pensiero. In virtù di ciò, aspettare qualche secondo prima di rispondere può cambiare il ritmo della conversazione in senso positivo.
C'è una differenza tra chiedere: "È andata bene?" e domandare: "Com'è andata davvero?". Le domande chiuse tendono a produrre risposte brevi; quelle aperte, invece, invitano l'altro a raccontare qualcosa di sé. Quando una persona capisce di avere spazio per esprimersi si sente immediatamente più a suo agio e assume un atteggiamento più fiducioso.
Anche questa è una cosa che accade spesso in modo inconscio: l'altra persona sta ancora raccontando un episodio e noi stiamo già pensando a cosa dire dopo. Così rischiamo di cogliere soltanto una parte del messaggio. L'ascolto vero richiede una piccola rinuncia: mettere momentaneamente da parte il desiderio di intervenire. Si tratta di un cambiamento sottile che ha in realtà un enorme impatto sul dialogo.
Gli psicologi, quando parlano coi pazienti, iniziano le frasi in questo modo: "Se ho capito bene, quello che ti ha ferito è...". Verificano, insomma, di aver capito bene il messaggio e lasciano spazio a eventuali rettifiche. Questo modo di rispondere sembra poco naturale ma può essere preso come spunto per la comunicazione quotidiana. Molte discussioni nascono non tanto da ciò che viene detto, quanto da ciò che viene interpretato. A volte siamo convinti di aver ascoltato con attenzione, quando in realtà abbiamo ascoltato attraverso le nostre aspettative, le nostre paure o il nostro stato d'animo.
In conclusione, imparare a esprimersi bene in coppia, in famiglia e al lavoro richiede molto tempo e dedizione. Data l’enorme importanza dell’ascolto, però, già in quattro minuti (il tempo di leggere questo articolo) è possibile imparare a migliorare una conversazione.
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